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Con una serie di appuntamenti in città, si presenta l’associazione La Staffetta, nata ad aprile 2017 con l’obiettivo di promuovere a Grosseto un indirizzo culturale orientato alla costruzione di una società aperta, multietnica, multireligiosa e inclusiva.
L’intento è non soltanto quello di organizzare iniziative culturali, ma anche di dare voce e collaborare con tutte quelle realtà democratiche che già esistono nel nostro territorio e che condividono la stessa visione della società.
Per questo, La Staffetta propone, come prima iniziativa, una serie di incontri insieme a L’Altra Città, Bianciardi 2022, Libreria Palomar su tematiche centrali e controverse con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una comunità più consapevole e aperta. Riprende perciò un format del 2006 ideato da L’Altra Città e denominato “Zona di Libero Accesso, aprire la città con le parole”: ragionamenti e racconti in pubblico sul populismo, sulla sfera pubblica, sul rapporto tra tempo privato e tempo di lavoro proprio per ritornare negli spazi pubblici e incontrare la comunità nelle strade cittadine.
Il programma
Nel primo incontro, martedì 6 giugno, alle 18.30, in piazza Valeri, si parlerà del rapporto fra religione e sfera pubblica. Alla discussione sono state invitate Debora Spini e Takoua Ben Mohamed, oltre alle comunità religiose e laiche della città. Due punti di vista diversi, due ambiti di indagine differenti: Debora Spini affronta la tematica partendo da studi accademici, Takoua Ben Mohamed traspone nelle sue strisce a fumetti le proprie esperienze di donna musulmana in una città occidentale, giocando con gli stereotipi con il suo umorismo caustico e tagliente.
Mercoledì 14 giugno, sempre alle 18.30, in piazza Socci si discuterà con Manuel Anselmi e Lorenzo Viviani di populismo, una parola troppo spesso abusata, un fenomeno trasversale che può rivelarsi l’anticamera di derive autoritarie. Si partirà dal libro di Manuel Anselmi per cercare di definire i confini del fenomeno.
Di lavoro, ovvero di come le nostre vite siano influenzate dai repentini cambiamenti dei modelli di produzione, si parlerà nell’incontro di mercoledì 21 giugno in piazza San Francesco, presentando il libro di Andrea Valzania e le poesie di Roberto Balò, con la partecipazione del giornalista Massimiliano Frascino.
“Gli incontri sono pensati per gli spazi aperti della città, le strade del centro, in modo che tutti possano partecipare, vivendo la città nel confronto e contribuendo a renderla più vivibile e partecipata – spiega La staffetta -. Il tutto in netta opposizione alla presenza di elementi più o meno apertamente neofascisti all’interno delle nostre istituzioni locali, personaggi che non perdono occasione per esternare dichiarazioni aberranti, cercando di raccogliere consensi fomentando paure e insicurezze nella nostra comunità”.
La Staffetta
L’associazione culturale “La Staffetta” nasce quasi per caso nel 2017.
“A decidere di costituirla è un gruppo di persone diverse per formazione, età, interessi e appartenenza politica, ma unite dall’avversione a fascismi vecchi e nuovi e desiderosa di contribuire alla crescita culturale della propria comunità e alla promozione di una società inclusiva capace di affrontare le sfide complesse della contemporaneità contro gli slogan vuoti e semplicistiche parole d’ordine di chi cerca facili consensi fomentando odio e incomprensioni – si legge in un comunicato dell’associazione -. Siamo un’associazione popolare: per noi ‘popolare’ rimane una parola chiave, e intendiamo la cultura ‘popolare’ non soltanto come folclore, ma come capacità di dare voce ad un sentimento diffuso e condiviso, che si confonde con la vita quotidiana, con l’esperienza nei luoghi di lavoro, con l’amicizia e anche con l’amore. Vogliamo cogliere le occasioni che ci vengono offerte per parlare della società complessa in cui viviamo cercando di esprimere il nostro punto di vista, avvalendoci del contributo delle persone del mondo della cultura, dell’arte e della politica che vorranno partecipare alle nostre iniziative, organizzate per parlare dei vari temi che ci sembreranno interessanti. Sarà nostro compito collaborare con tutte quelle forze che pure esistono nella nostra comunità e che lavorano alla costruzione di una società aperta, inclusiva, multietnica, laica ma aperta alla multireligiosità”.
“La denominazione della nostra associazione ha delle connotazioni ben precise: rimanda al ruolo di quei partigiani che trasportavano a rischio della vita le notizie e i messaggi da un gruppo all’altro di combattenti per la libertà – continua il comunicato -. In fondo, è un po’ il compito, certo incomparabilmente meno rischioso, che vorremmo svolgere: diffondere notizie vere e utili, depurate dalle incrostazioni scioviniste e allarmiste di chi ha interesse a mantenere i cittadini in un continuo stato di allerta e insicurezza. In un momento in cui è estremamente difficile uscire dal tono del dibattito imposto dai mezzi di comunicazione di massa, nel quale solo pochi hanno diritto di parola nel nome di una non ben definita autorità e non certo dell’autorevolezza guadagnata dal confronto e dal lavoro sui problemi effettivi della nostra società, vorremmo riconquistare il diritto di costruire un percorso autonomo e popolare per confrontarci con la realtà attuale”.
“Con la consapevolezza che soltanto costruendo un dialogo aperto contro ogni forma di discriminazione razzista si possa sfuggire a questa pericolosa involuzione della nostra democrazia, con la consapevolezza che soltanto accettando la complessità dei problemi del presente, senza rifugiarsi dietro a semplicistiche e false certezze – termina la nota –, potremo dirci realmente democratici e antifascisti”.

