“Abbiamo letto con particolare preoccupazione l’interrogazione dei consiglieri di opposizione del Comune di Grosseto circa le alienazioni degli edifici di proprietà comunale, riportata sulla stampa locale“.
A dichiararlo sono Silvano Brandi e Gian Piero Ciambotti di Attac Grosseto.
“Una gara tra nuova e vecchia amministrazione su chi è stato ed è più bravo, il più capace a disfarsi dei beni immobili di proprietà del Comune – spiegano Brandi e Ciambotti -. Essendo le nostre idee diverse non parteggiamo per alcuna delle due parti, che poi propongono la stessa impostazione, ma dobbiamo constatare che in questa contesa scellerata l’opposizione è in vantaggio di un’incollatura, non per quello che ha fatto nel passato rispetto a quello che sta facendo l’attuale giunta, su questo pari sono, ma per quello che nei loro commenti vanno dicendo. Come risulta chiaramente dall’articolo, per i consiglieri di opposizione vendere, anzi alienare, gli immobili pubblici sarebbe uno ‘strumento moderno e dinamico’ perché consente di far acquistare immobili a privati favorendo il loro tornaconto; come se la funzione dell’amministrazione fosse quella di favorire il privato invece dell’interesse pubblico“.
“Indubbiamente il problema è l’assenza di idee, senza le quali gli immobili vengono visti solo come un peso di cui disfarsi e il mezzo con cui realizzare risorse per tappare buchi di bilancio – continuano Brandi e Ciambotti -. Noi invece crediamo che gli immobili debbano essere considerati come uno strumento con cui attuare le scelte di politica sociale che l’amministrazione deve adottare in specifici mirati progetti. Per capirci, noi crediamo che per i giovani debbono esservi punti di aggregazione alternativi ai bar, locali nati per servire da bere, non per gestire e risolvere tematiche giovanili. Crediamo che la cultura merita spazi ed occasioni maggiori e più continue rispetto all’attuale modesta offerta presente nel capoluogo e nelle frazioni. Crediamo che nella comunità grossetana vi è la necessità di una partecipazione ampia e democratica e che vi debbono essere spazi e luoghi ove le associazioni, il volontariato, la società civile possono incontrarsi e confrontarsi insieme alle amministrazioni pubbliche. Crediamo infine che su questi temi deve esservi un progetto complessivo chiaro, dettagliato e realizzato con la massima partecipazione sociale. Un esempio: il Comune di Napoli si è dotato di uno specifico assessorato per la gestione dei beni comuni e l’amministrazione comunale ha promosso una campagna dal titolo ‘A Napoli il bene è comune’. Non a caso appena 10 giorni addietro Attac Grosseto ha promosso un’iniziativa proprio su questi temi con la partecipazione dell’assessore ai beni comuni di Napoli, Carmine Piscopo“.
“Non siamo contrari per partito preso alla alienazione di immobili del Comune attualmente inutilizzati, ma vorremmo che prima si discutesse di progetti, poi di quali immobili potrebbero essere utili alla realizzazione di quei progetti e solo dopo procedere ad eventuali vendite – terminano Brandi e Ciambotti -. Tra maggioranza e opposizione non si sta utilizzando uno strumento ‘moderno e dinamico’, ma, per usare un saggio e sempre valido detto popolare, si stanno ‘mangiando l’uovo in culo alla gallina’. Il problema è che sia l’uovo sia la gallina sono nostri“.

