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“No ai lager per omosessuali in Cecenia”: flash mob in piazza a Grosseto

di Redazione
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Oggi pomeriggio, alle 17, in piazza del Duomo a Grosseto, è in programma un flash mob del collettivo Transfemminista Queer Sirena Guerrilla del capoluogo maremmano per manifestare contro i lager per omosessuali in Cecenia.

Pensiamo che una mobilitazione sincronizzata in più città possa avere una maggiore risonanza – spiega, in un comunicato, il collettivo Transfemminista Queer di Grosseto -. Se altri collettivi, associazioni o gruppi volessero partecipare insieme, allo stesso giorno e alla stessa ora, potremmo creare una rete e fare un twitter bombing con gli hashtag #IoNonEsisto e, possibilmente #ItaliaPerLGBTQCeceni #ItalyForChechnyaLGBTQ o altri hashtag coordinati. Noi distribuiremo fascette nere da legare al braccio in segno di lutto, triangoli rosa da appuntare al petto e al segnale di una sirena ci getteremo a terra per un minuto“.

L’arresto e la detenzione arbitraria di omosessuali in Cecenia sono violazione dei diritti umani – continua la nota -. Se i media italiani non vogliono farsi carico di gridare al mondo quello che sta succedendo, saremo noi a informare su quello che sta succedendo così vicino a noi: detenzione arbitraria su sospetto di omosessualità, torture, ricatti alle famiglie per riavere i loro cari imprigionati, detenzione in condizioni inumane in quelli che sono stati identificati come dei veri e propri campi di concentramento per omosessuali. Ad Argun, non lontano dalla capitale Groznyj, almeno un centinaio di uomini hanno o stanno attraversando questo inferno. Sono stati accertate 3 morti, ma potrebbero essere di più. Il presidente ceceno Kadyrov, tramite il suo portavoce, continua a negare quello che sta succedendo assicurando che in Cecenia ‘i gay non esistono’ e che ‘se ci fossero persone così in Cecenia, le forze dell’ordine non dovrebbero fare nulla perché i loro parenti li manderebbero via in luoghi da cui non si può fare ritorno’. Le notizie ci arrivano dal quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta, che ha pubblicato le testimonianze dei sopravvissuti. Parlano di elettroshock, pestaggi, torture fisiche e psicologiche“.

“Anche Ilga-Europa (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) e la Russian Lgbt Network hanno denunciato la violazione dei diritti umani nei confronti degli omosessuali in Cecenia e la Rete russa ha istituito, fra numerosi rischi, un numero riservato per i testimoni e le vittime oltre a un piano di evacuazione segreto per i superstiti. Anche gli attivisti che si occupano delle vittime subiscono intimidazioni e operano nel rischio – sottolinea il comunicato -. Non possiamo fingere di non sapere. Le notizie ci arrivano e noi non possiamo e non vogliamo ignorarle. In 10 Paesi, essere gay o bisessuali è, per legge, passibile di pena capitale: Sudan, Iran, Arabia Saudita, Yemen, Mauritania, Afghanistan, Qatar, Emirati Arabi Uniti, parti della Nigeria, parti della Somalia. In 17 paesi ogni promozione delle comunità o identità Lgbtq è interpretata come ‘propaganda’ illegale: Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Nigeria, Somalia, Tunisia, Iraq, Iran, Giordania, Kuwait, Libano, Qatar, Arabia Saudita, Siria, Lituania e Russia. In 40 Paesi esiste la clausola del ‘gay panic’, che permette alle persone di commettere crimini violenti nei confronti di persone Lgbtq come ‘autodifesa’, per il fatto di essere stati ‘provocati’ dall’omosessualità o transessualità della vittima. Siamo ancora lontani da un mondo giusto. Non possiamo abbassare la guardia e passare la condizione degli omosessuali ceceni sotto silenzio“.

“Il Collettivo Transfemminista Queer Grosseto Sirena Guerrilla è uno spazio: femminista, intersezionale, antiautoritario, antifascista, antirazzista, sex work inclusive, Lgbtqia + inclusive, favolosamente queer, body positive, sex positive, kink positive, intollerante con gli intolleranti – termina il comunicatoL’arresto e la detenzione arbitraria di omosessuali in Cecenia sono violazione dei diritti umani. Detenzione arbitraria su sospetto di omosessualità, torture, ricatti alle famiglie per riavere i loro cari imprigionati, detenzione in condizioni inumane in veri e propri campi di concentramento per omosessuali. Noi non vogliamo e non possiamo passare sotto silenzio. Vogliamo gli omosessuali ceceni liberi dalla prigionia, dalla discriminazione e da ogni tipo di violenza“.

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