Una legge per fermare il giro d’affari nell’accoglienza degli immigrati.
Si chiama “taglia-business” la proposta parlamentare d’iniziativa regionale presentata oggi da Fratelli d’Italia, in piazza Socci, a Grosseto, insieme al capogruppo in Consiglio regionale della Toscana e coordinatore dell’esecutivo nazionale del partito, Giovanni Donzelli. Obiettivo: obbligare i soggetti che si occupano di offrire vitto, alloggio e attività per gli immigrati a rendicontare tutte le spese sostenute.
“Secondo le regole attuali, i soggetti che gestiscono gli immigrati oggi non devono giustificare come hanno speso i soldi pubblici ricevuti – spiegano Rossi e Donzelli –: niente fatture, niente scontrini, niente dettaglio di spese. La legislazione di cui si avvalgono le Prefetture per i bandi è ancora oggi quella predisposta venti anni fa per l’emergenza sbarchi in Puglia“.
Per Donzelli “un sistema del genere non è accettabile e permette a tanti, a partire dalle cooperative, di vederlo come un mare d’oro in cui tuffarsi. Siamo convinti che chiedere trasparenza sia doveroso e servirà anche a limitare il fenomeno degli sbarchi incontrollati in Italia“.
Secondo Fratelli d’Italia, il giro d’affari dell’accoglienza nel 2016 ha sforato ogni previsione, superando abbondantemente la cifra dei quattro miliardi di euro. E per il 2017, con gli arrivi che già oggi sono superiori del 30% a quelli del 2016, gli immigrati potrebbero costare all’Italia oltre cinque miliardi.
“E’ un business pazzesco e non è pensabile continuare a vivere in un sistema che, come ben sappiamo, ha già provocato numerosi danni all’erario e inchieste giudiziarie. Crediamo che sia urgente intervenire”, sottolinea il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, che mette l’accento sul confronto fra i documenti che deve presentare un’azienda che riceve soldi pubblici per un progetto qualsiasi, per cui l’elenco è lunghissimo, o riguardante gli immigrati, per cui è necessario comunicare soltanto il numero delle persone accolte.
La proposta di legge presentata al Consiglio regionale della Toscana si può anche sottoscrivere online con una petizione disponibile all’indirizzo www.leggeimmigrati.com, dove si trovano anche tutti i dettagli sull’iniziativa.

