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CineVisioni: la recensione de L’ora legale

di Luca Ceccarelli
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In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

In un paese della Sicilia, Pietrammare, è il momento delle elezioni per la scelta del nuovo sindaco. Il sindaco uscente è Gaetano Patanè (Tony Sperandeo), maneggione e pronto ad usare tutte le armi della politica per creare consenso attorno a sé. A lui si oppone Pierpaolo Natoli (Vincenzo Amato), un professore cinquantenne, sceso nell´agone politico per la prima volta, sostenuto da una lista civica e da un gruppo di attivisti per offrire alla figlia diciottenne, Betty (Eleonora De Luca), un´alternativa in occasione del suo primo voto.

Salvo e Valentino, fratelli e proprietari di un bar, sono schierati su fronti opposti: il furbo Salvo (Salvatore Ficarra) offre i suoi servigi a Patanè, dato vincente in tutti i sondaggi; mentre Valentino (Valentino Picone) scende in campo a fianco dell´outsider Natoli a cui è legato, come peraltro Salvo, da un vincolo di parentela in quanto cognato.

Pietrammare versa in un perenne stato di precarietà e di illegalità ed i cittadini, stufi, si lamentano. A sorpresa, grazie al malcontento, Pierpaolo Natoli verrà eletto a furor di popolo e con lui verrà eletta la legalità. Arrivano controlli, sanzioni, rispetto delle regole, nuove iniziative per il decoro, la legalità, l’ambiente. E la vita degli abitanti di Pietrammare cambierà, con relative ripercussioni per il particulare di ognuno di loro.

L’espediente narrativo di Ficarra e Picone  in L’Ora Legale è semplice ma potente: in questi tempi di caste e di anticasta, una storia di paese che mette in evidenza la stridente contrapposizione tra i desiderata del “popolo” (legalità, tutela dell’ambiente, mobilità sostenibile e stretti controlli) e l’esigenza percepita di poter beneficiare di favori, regalie ed una certa flessibilità da parte delle forze dell’ordine.

Ed il meccanismo funziona meravigliosamente, grazie ad una sceneggiatura semplice ma efficace, che accompagna la narrazione con un buon ritmo e senza mai concedere troppo al singolo sketch a tutto vantaggio e servizio della storia principale.

Come sempe spumeggianti ma mai troppo sopra le righe i due interpreti principali, cui fanno da mero corollario gli altri attori, con un Tony Sperandeo che si limita a poco più che un cameo ma risulta comunque irresistibile.

DI servizio anche la regia, anch’essa a cura di Ficarra e Picone, così come gli aspetti tecnici. L’Ora Legale, metafora di una legalità che dura il breve spazio di una stagione, è un film che verrà presto dimenticato. Ma come instant movie funziona e diverte.

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