“La guerra, interamente voluta dal Pd, che si sta combattendo nella sanità toscana sta mettendo in serio pericolo la democrazia e la rappresentanza dei territori, a pericoloso discapito della salute dei cittadini“.
A dichiararlo, è il sindaco di Grosseto e presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.
“Il ridisegno dei distretti socio-sanitari e delle Società della Salute, ad esempio, è stato compiuto in maniera tanto scriteriata da avere, nella nostra provincia, la singolare condizione di due distretti assolutamente sproporzionati – spiega Vivarelli Colonna –: uno con circa 170mila abitanti da Monterotondo a Castell’Azzara passando per Grosseto; un altro con circa 50mila abitanti, quelli della zona tra le colline d’Albegna e il sud. Si accorpano, quindi, tre distretti vasti e variegati, se ne lascia uno intatto“.
“Questa drastica contrazione incide sia sulla organizzazione aziendale delle Usl per le materie afferenti la sanità territoriale e le materie sociosanitarie, sia sulla riorganizzazione degli strumenti per l’integrazione e l’esercizio associato delle materie socio-assistenziali. Avrà, quindi, conseguenze sull’erogazione dei servizi, mentre la riduzioni dei costi, trionfalisticamente annunciata, non è ancora dato sapere a quanto possa ammontare – continua Vivarelli Colonna -. Con la definizione dei nuovi confini si dà, poi, il colpo di grazia alla capacità decisionale del capoluogo: è dunque evidente come le logiche seguite non siano quelle indicate dalla legge regionale. A prevalere, infatti, rischiano di essere le pressioni e le rappresentanze di natura politica. È quanto meno bizzarro che, nelle future decisioni in tema di salute dei cittadini, i sindaci di città importanti come Grosseto o Follonica abbiano un peso non proporzionato al numero di abitanti”.
“Per garantire equità e giustizia il peso del sindaco capoluogo e delle città maggiormente popolate dovrebbe essere proporzionale alla popolazione – sottolinea Vivarelli Colonna -. La proposta di legge al contrario si orienta proprio ad un depotenziamento, all’interno dell’assemblea dei soci della futura Società della Salute, dei sindaci delle città più popolate e quindi più rappresentativi, creando un’evidente stortura democratica nel processo decisionale in uno dei temi più vitali, fondamentali e decisivi per la qualità della vita di una popolazione. È un duro colpo alla rappresentatività e alla democrazia di un territorio, quello inferto dal nuovo marchingegno architettato dal Pd, per un motivo ancora più bizzarro: all’interno del variegato panorama toscano, solo la Maremma godrà di questa tipicità. È quindi chiaro che l’unico intento sia quello di rendere inoffensivo il sindaco di Grosseto e a diluire il peso della città alla luce dei recenti risultati elettorali“.
“La scelta di collocare Giacomo Termine, sindaco del piccolo Comune di Monterotondo, a capo della conferenza dei sindaci dell’azienda Usl Toscana Sud Est poche settimane prima della mia elezione ha, di fatto, già blindato il Pd nel governo della sanità sul territorio: il sindaco di Grosseto, non essendo in questo caso presidente della Società della Salute, non può avere diritto di voto in quella assise – conclude Vivarelli Colonna -. Noi vogliamo contare, vogliamo partecipare ad un tavolo dove ci sia, per Grosseto, una capacità reale di scegliere e decidere. E non certo per velleità di protagonismo, ma perché è in ballo il bene più prezioso: la salute dei cittadini“.

