“Il caporalato è una triste realtà anche nella provincia di Grosseto”.
A dichiararlo è Silvano Brandi, presidente di Attac Grosseto.
“Nel 2016, i mass media, la nostra associazione, i sindacati dei lavoratori hanno denunciato all’opinione pubblica questa triste realtà – spiega Brandi -. La Cgil ha fatto un importante lavoro dal quale, comparando i vari dati, è risultato un fenomeno di vasta entità. Questi dati sono stati comunicati in un convegno tenuto dalla stessa organizzazione“.
“Dopo che in un recente passato vi è stata la perdita di molte vite umane nelle campagne italiane, in Parlamento sono stati presentati alcuni disegni di legge per fissare le norme per il contrasto al fenomeno del caporalato. E’ così scaturita la Legge del 29 ottobre 2016, numero 199, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 3 novembre 2016 – continua Brandi -. Le istituzioni preposte (forze dell’ordine e magistratura), dopo che sono state portate a conoscenza di questa stortura sociale e hanno una legge specifica a disposizione, devono mettere in campo un efficace contrasto a questo fenomeno. Oggim alle forze sociali spetta il compito di passare dalla denuncia alla proposta, dalla quale far scaturire delle iniziative concrete per dare ai lavoratori una alternativa ai caporali“.
Per questo motivo, Attac Grosseto ha organizzato un convegno che si terrà sabato 28 gennaio, nella sala Pegaso del palazzo della Provincia, in piazza Dante 35, a Grosseto, dalle 8.30 alle 12.30, sul tema “Solidarietà o caporalato?”.
“A questo convegno invitiamo tutte le istituzioni, le organizzazioni di categoria, le associazioni e singoli cittadini – conclude Brandi –, perchè dal loro contributo di idee scaturisca una proposta di lavoro concreta che in un prossimo futuro possa contrastare questo fenomeno“.

