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“Mangusta 2016”: i paracadutisti del Savoia impegnati in un’esercitazione con militari di altre nazioni

di Redazione
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È terminata venerdì scorso l’esercitazione “Mangusta 16”.
 L’evento, che ha visto interessate tre Forze armate italiane (Esercito, Aereonautica e Carabinieri) e quattro diverse nazioni (Italia, Usa, Francia e Olanda) ha rappresentato, infatti, la più grande attività a partiti contrapposti mai svolta quest’anno sul territorio italiano dalla Brigata Paracadutisti “Folgore”.

Insieme al “Savoia Cavalleria”, sono stati schierati sul terreno circa 1000 paracadutisti dell’Esercito italiano, appartenenti a tutti i reggimenti della “Folgore”, 190 uomini forniti in concorso dal 41° reggimento Cordenons, dal 17° reggimento Ada Sforzesca e dal 121° reggimento Ada, dal 5° reggimento Rigel, con due assetti Mangusta A129, dal 1° reggimento Aves “Antares” con due assetti CH 47F e, per i collegamenti e il comando e controllo sono stati impiegati il 2° reggimento Trasmissioni e il 33° reggimento Guerra Elettronica.

Hanno inoltre preso parte alle operazioni 140 paracadutisti americani della 173^ Airborne Brigade di stanza a Vicenza, 32 paracadutisti francesi del 17° reggimento Genio e 31 paracadutisti olandesi dell’11^ Aereobrigata d’assalto.

L’attività, improntata al massimo realismo e condotta senza soluzione di continuità, è iniziata con l’aviolancio dei plotoni esploratori, che hanno individuato, ricognito e marcato le zone di lancio per la forza d’assalto e acquisito gli obiettivi sensibili e le informazioni sul nemico attestato presso l’aeroporto di Ampugnano, in provincia di Siena.

Successivamente, hanno avuto luogo gli aviolanci degli scaglioni d’assalto, da una formazione composta da un C130 H statunitense e da un C130 J Italiano della 46^ Aereobrigata di stanza a Pisa.

L’aviolancio in formazione mista è un’attività che non veniva realizzata da molti anni ed è stata nuovamente effettuata grazie alla fattiva collaborazione tra Esercito e Aereonautica.

Dopo la presa dell’aereoporto da parte dei paracadutisti della Task Force “Alcione”, composta da Paracadutisti del 186° reggimento, del 183° reggimento, del 8° reggimento Guastatori Paracadutisti e paracadutisti Statunitensi, sono stati aviolanciati dei rifornimenti da un Dornier del 1° reggimento Aves “Antares”. Infine, un velivolo C27J Spartan della 46^ Aereobrigata, dopo una fase di volo tattico, è atterrato in sicurezza presso l’aereoporto di Ampugnano, scaricando un veicolo da trasporto tattico, essenziale per lo sviluppo della manovra.

Tra le varie attività che si sono succedute nell’arco di due intense settimane presso il poligono di Monteromano, assume notevole importanza anche l’elisbarco del Posto Comando Avanzato che ha coordinato gli assalti direttamente sul terreno, e l’elitrasporto, condotto da un CH 47F, di un container e di un Vtlm Lince.

A conferma dell’ottimo lavoro svolto e dell’incremento dell’interoperabilità tra Eserciti alleati all’esercitazione “Mangusta 16” sono intervenuti il Comandante delle Forze Operative Nord, il Generale Bruno Stano, il Comandante della Divisione Friuli, il Generale Carlo Lamanna, ed un rappresentante del Comandante della 11^ Brigata paracadutisti francese.

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