“Quando non si hanno argomenti convincenti, si sa, la polemica gratuita, priva di ogni logica e fondamento, offre sempre una valida via d’uscita dal silenzio. C’è poi chi, come il segretario provinciale del Pd, Marco Simiani, a tutto questo mescola pressappochismo, luoghi comuni e necessità di non divenire puntino irrilevante nel già deficitario mondo di un centrosinistra in difficoltà a Grosseto e non solo, dopo le ultime amministrative. Matergi, Simiani e altri non si danno pace”.
A dichiararlo è Fabrizio Rossi, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia.
“Ma il troppo, è risaputo, ‘stroppia’. E leggere per settimane, su giornali e social, le continue esternazioni di chi ritiene di essere unico, inattaccabile e infallibile testimone della Cultura con la c maiuscola è davvero troppo – spiega Rossi -. L’universo piddino, travolto dalla volontà popolare dopo un decennio disastroso alla guida della città, cerca di raccogliersi contro il nemico numero uno: la Fondazione cultura guidata da Francesco Mori”.
“Rammento che il precedente presidente, prima della breve parentesi Chigiotti, era l’ex sindaco di Grosseto dei primi anni ’90, Loriano Valentini: nominato dal Pd, non propriamente conosciuto per la sua carriera artistica o per i suoi trascorsi culturali – sottolinea il portavoce di Fratelli d’Italia -. Ricordo altresì all’intellighenzia, iper autoreferenziale, quella abituata a cantarsela e a suonarsela da sé, ecco, a tutti lor signori ricordo che la cultura non è un ‘bene immobile’ di proprietà Pd o di chi cerca di imporre agli altri, idee o ideologie discutibili fino a giungere ad attacchi pregiudiziali alla persona, attuale presidente e di conseguenza a questa amministrazione che lo ha designato”.
“Anziché criticare sul merito delle azioni, come sarebbe giusto e sacrosanto, c’è chi ha deciso di muoversi a priori, forte di un enorme e palese pregiudizio. È così che fioccano commenti e sberleffi sui social. È così che nascono dichiarazioni dai contorni grotteschi con esponenti autorevoli del Pd, Matergi e Simiani. Se c’è un’opera di demonizzazione è quella contro Mori e contro l’attuale amministrazione – conclude Rossi -. Un’azione messa in piedi dalla loro parte politica e da quell’intellighenzia che ha vissuto al traino della vostra passata amministrazione. Insomma, quando non si hanno argomenti convincenti, quando ancora non esistono punti concreti cui appellarsi, sarebbe meglio tacere e magari lavorare sodo per offrire alla città una valida alternativa di governo. Si fa più bella figura. Cinque anni sono lunghi: il tempo non vi mancherà”.

