Sabato 5 novembre, nella sala consiliare del Comune di Grosseto, con inizio alle 16.30, si concluderà il percorso “Sentieri di giustizia nell’anno della misericordia”, promosso dalla Caritas diocesana come una delle attività di riflessione legate al Giubileo straordinario.
Il percorso ha preso spunto dalla Bolla con cui Papa Francesco ha indetto il Giubileo. In essa il Pontefice invita ad approfondire il rapporto tra giustizia e misericordia come due aspetti “non in contrasto fra loro, ma due dimensioni di un’unica realtà che si sviluppa progressivamente fino a raggiungere il suo apice nella pienezza dell’amore”.
“Partendo da qui – spiega il direttore di Caritas, don Enzo Capitani – abbiamo pensato che approfondire il tema della giustizia nelle sue varie e differenti accezioni potesse essere un servizio utile alla comunità civile, non solo ai credenti. E’ nato così questo percorso in quattro tappe, che ha visto a Grosseto voci diverse confrontarsi su specifiche angolature del tema”.
Da marzo, quando il percorso ha avuto inizio, ad oggi, sono intervenuti il professor Luca Verzichelli, ordinario di Scienza della politica all’Università di Siena, che ha tenuto una bellissima “lezione”, assieme al vescovo Rodolfo, sul rapporto tra giustizia umana e misericordia divina. Poi il giudice in pensione, Giulio Sica, ha affrontato il tema della giustizia riparativa, con la testimonianza di Irene Sisi e Claudia Francardi, che insieme hanno dato vita all’associazione AmiCainoAbele. Quindi il professor Maurizio Oliviero, ordinario di diritto pubblico comparato all’Università di Perugia e Franco Vaccari, fondatore e presidente di “Rondine-Cittadella della pace”, hanno approfondito il tema del diritto internazionale e del fenomeno migratorio come incontro fra popoli.
“Sabato 5 novembre – spiega don Capitani – concluderemo questo ideale itinerario con una riflessione incentrata sulla realtà del carcere e quindi sul tema della giustizia, della pena, della misericordia. Sarà un dialogo a tre voci, che vedrà coinvolti la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi; il cappellano del carcere bolognese della Dozza don Giovanni Niccolini e la direttrice della casa circondariale di Grosseto Maria Cristina Morrone. Vorremmo stimolare una riflessione sul carcere come luogo, sì, della pena, ma anche come spazio di redenzione e di recupero, ragionando sul fatto che Cristo stesso ci indica la visita ai detenuti come una delle opere attraverso le quali il credente serve Lui stesso. Ed infatti visitare i carcerati è una delle sette opere di misericordia”.

