Home GrossetoVerso Grosseto-Finale, Francesco Marianeschi: “Dare continuità alla vittoria di Savona”

Verso Grosseto-Finale, Francesco Marianeschi: “Dare continuità alla vittoria di Savona”

di Roberto Lottini
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La vittoria di Savona potrebbe rappresentare la svolta della nostra stagione, ma adesso dobbiamo dare continuità ai nostri risultati“.

Con queste parole, il centrocampista Francesco Marianeschi commenta il primo successo ottenuto domenica scorsa dal Grosseto nel campionato di serie D.

I due cambi di allenatore ad inizio stagione non ci hanno fatto partire con la giusta tranquillità in campionato – spiega Marianeschi -. Inoltre, alcune nostre disattenzioni e un pizzico di sfortuna hanno contribuito ad una prima parte di torneo al di sotto delle nostre aspettative. Per fortuna, le altre squadre nella parte alta della classifica non hanno fatto il vuoto e c’è tutto il tempo per recuperare e rimediare ai nostri errori. Per adesso, vedo favorite il Sanremo e il Gavorrano, che finora ha espresso un buon gioco“.

“A Savona abbiamo ottenuto i tre punti perchè siamo entrati in campo più determinati rispetto alla sfida con il Sanremo – sottolinea il centrocampistae il fatto di non aver subito per la prima volta un gol ci ha dato fiducia. Dopo le iniziali difficoltà, il gruppo si sta compattando e non abbiamo più alibi: domenica prossima serve una nuova vittoria anche per riavvicinare i tifosi alla squadra. Abbiamo bisogno del loro supporto anche nelle gare casalinghe“.

27 anni compiuti ad agosto, Marianeschi vanta una buona esperienza in serie D, con numerosi campionati disputati in questa categoria, ma ha assaggiato anche la Lega Pro con le maglie di Sambonifacese ed Entella.

La serie D è il campionato più difficile – sottolinea il centrocampista del Grifone perchè solo una squadra può vincere il torneo. Inoltre, i playoff non servono praticamente a niente: dovrebbero premiare maggiormente la formazione che riesce a vincerli. Infine, la regola dei 4 Under in campo penalizza non solo gli stessi giovani, che non possono crescere con calma e devono essere subito pronti a scendere in campo, ma anche i calciatori più esperti, costretti a sedere in panchina per far spazio ad altri compagni più acerbi“.

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