“Sarà anche vero, come è stato osservato, che la maggior parte dei cittadini oggi va dietro alla ‘pancia’ e che dunque è interessata soprattutto alla risoluzione dei problemi concreti. Ma il governo democratico di una città, oltre a risolvere doverosamente questi problemi, non può fare a meno di incardinare la propria azione amministrativa nel rispetto delle leggi“.
A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri comunali di centrosinistra: Lorenzo Mascagni (Pd), Manuele Bartalucci (Pd), Ciro Cirillo (Pd), Marco Di Giacopo (Pd), Catuscia Scoccati (Pd), Carlo De Martis (Lista Lorenzo Mascagni Sindaco), Marilena Del Santo (Lista Lorenzo Mascagni Sindaco), Rinaldo Carlicchi (Passione per Grosseto).
“Se non fosse il sindaco per primo a dare su questo l’esempio, come potremmo pretendere dai cittadini l’osservanza delle norme – continua il comunicato –? E può forse un sindaco stabilire quali leggi applicare e quali no? Se il primo cittadino disapplicasse una norma perché non la condivide, lancerebbe un messaggio altamente diseducativo: ogni cittadino finirebbe per sentirsi autorizzato a rispettare solo le leggi che ritiene soggettivamente giuste (o forse convenienti). Il senso della nostra battaglia per chiedere il rispetto della legge Del Rio nella composizione della Giunta comunale, sta anche e soprattutto qui”.
“Stupisce pertanto che, dopo i chiarimenti e gli inviti che il Difensore civico della Regione Toscana ha rivolto al sindaco di Grosseto, sia intervenuto, senza essere interpellato, il presidente del Consiglio comunale Pacella a rimproverarci per aver sollevato il problema. Così facendo, il Presidente Pacella ha commesso tre errori – spiegano i consiglieri di centrosinistra -. Il primo. E’ certamente deplorevole che ilpPresidente di un organismo lato sensu legislativo inviti, proprio lui, a non rispettare una legge attaccando chi di quella norma chiede il rispetto. Il secondo è che non tocca a lui rispondere. E’ il sindaco che ha formato (a questo punto possiamo dirlo: illegittimamente) la Giunta e che deve ora dare una risposta; non risponda a noi, se non vuol darci tale soddisfazione, ma chiarisca al Difensore civico. Terzo. Non è certo consono alla figura istituzione che Pacella riveste intervenire così nella discussione politica (peraltro ripetendo un errore commesso nei mesi scorsi in occasione della querelle sui richiedenti asilo accorsi in aiuto del vivaio devastato dal rogo sviluppatosi a Principina). Con il rischio di perdere quell’autorevolezza richiesta per poter essere considerato il Presidente di tutto il consiglio comunale“.
“Tornando alla questione che ci interessa, siamo convinti che una battaglia per il rispetto delle leggi, in una democrazia, non può mai essere considerata di retroguardia. Oggi riguarda la composizione della Giunta, ma domani potrà interessare altri aspetti. Del resto, non possiamo pensare che non ci siano altre donne grossetane in grado di ricoprire il ruolo di assessore – termina il comunicato –. Il sindaco segua dunque l’invito del Difensore civico ed inserisca un’altra donna nella propria giunta. La troverà senza difficoltà e si renderà conto che la scelta potrà essere fatta per doti politiche (come è giusto che sia), non certo per ragioni di quote”.

