Lunedì 12 e martedì 13 settembre, i Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Follonica hanno eseguito, tra Roma, Grosseto e Follonica, una misura cautelare nei confronti di quattro persone indagate (a due delle quali è stata applicata la custodia cautelare in carcere, mentre le altre due sono state sottoposte all’obbligo di dimora), emessa dal Gip del Tribunale di Grosseto su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine svolta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura.
Le misure cautelari sono state disposte a seguito di un’intricata e difficile attività investigativa svolta in relazione ad un traffico di sostanze stupefacenti, come cocaina ed hashish, gestito da italiani ed extracomunitari sull’asse Roma-Grosseto.
Al traffico di droga si sono aggiunte ulteriori attività criminali, in particolare alcuni episodi di estorsioni messe in atto ai danni dei due indagati italiani, finalizzate ad ottenere il versamento di crediti per partite di droga non pagate, nonchè addirittura un episodio, del tutto inedito in provincia di Grosseto, del cosiddetto “cavallo di ritorno”.
In particolare, i due italiani, di origine campana, da tempo stabilitisi a Scarlino e Follonica, gestivano un’attività di spaccio di droga al minuto rifornendosi da un terzo co-indagato, di origine peruviana, operante a Roma.
Poichè i due, nel tempo, avevano accumulato debiti nei confronti del peruviano, ne avevano subito, in più occasioni, ritorsioni e minacce (danneggiamento dell’auto, nonchè intimidazioni commesse da soggetti travestiti che, armati di coltello, si erano introdotti nelle loro abitazioni.
I due spacciatori campani, a loro volta, avevano compiuto a Grosseto un furto in abitazione di documenti, denaro e di uno scooter, che avevano poi ceduto al quarto indagato, un ricettatore tunisino.
Quest’ultimo, infine, aveva successivamente estorto cento euro alla vittima, proprietario del mezzo, in cambio della restituzione dello scooter rubato (mettendo in praticae, appunto, un “cavallo di ritorno”).
L’ esecuzione delle misure cautelari è stata altrettanto complessa quanto le indagini, a causa della notevole mobilità sul territorio nazionale degli indagati.
I due stranieri, destinatari della misura cautelare in carcere, sono stati infine condotti nel carcere di Regina Coeli, a Roma, e in quello di Grosseto, mentre i due italiani sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora.
Gli arrestati sono un peruviano di 38 anni, un tunisino di 27 anni, un 21enne di Massa Marittima e un napoletano di 27 anni.

