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“Reti di smeraldo”: il primo romanzo di Carlo Vellutini presentato a Roccalbegna

di Redazione
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La costa occidentale dell’Irlanda, terra di forti tradizioni e quasi incontaminata. Galway, una città giovane e che sogna di vincere nel calcio. Un giocatore italiano disoccupato in patria e dal nome ingombrante che riceve una telefonata che gli cambierà la vita e che gli farà scoprire un Paese affascinante, dentro e fuori dal campo.

Reti di smeraldo“, il romanzo d’esordio del giornalista Carlo Vellutini, pubblicato da Heimat Edizioni di Cesare Moroni, verrà presentato per la prima volta venerdì 12 agosto, alle 18, a Roccalbegna, nell’ambito degli appuntamenti culturali della sagra del biscotto salato.

Il libro

E’ un romanzo che l’autore definisce “di vita“, che ha il calcio come filo conduttore e Paolo Rossi come protagonista. Un giocatore professionista grossetano che è rimasto sempre ai margini del grande calcio. Rimasto disoccupato accetta un’offerta da Galway, un luogo d’Irlanda (l’Isola di Smeraldo) che non conosce affatto. Gli basta mettere un piede in città e se ne innamora, così come entra subito in sintonia con gli irlandesi, un popolo molto diverso da quelli freddi del Nord Europa, quasi mediterraneo. Sullo sfondo resta sempre la nostalgia per la sua Maremma ed il parallelo con il Connemara e l’Irlanda Atlantica ritornerà sempre nel corso dei romanzo. E poi c’è l’amore e la carriera, l’incontro con Aingeal, ma anche l’università ed un futuro da costruire fuori dal calcio. L’Irlanda, però, gli permetterà di conoscere i “troubles” – i disordini -, cioè la guerra civile che si è combattuta nel Nord del Paese ancora sottoposto al dominio britannico e che, con troppa leggerezza, è stata liquidata come “azione terroristica” con una regione che continua a fare fatica a trovare la pace definitiva tra cattolici e protestanti dopo un ventennio di combattimenti, oltre tremila morti e diecimila feriti. Da qui le “Reti di smeraldo”, che sono i gol che Paolo Rossi deve segnare, ma anche i muri e le divisioni che ancora feriscono l’Isola.

“L’idea del romanzo nasce dalla volontà di confrontarmi con un diverso modo di scrivere e di raccontare le cose rispetto a quello giornalistico – spiega Carlo Vellutini . Credo che alla fine il testo si caratterizzi per la sua leggerezza e per essere adatto a tutti gli amanti della lettura. Ci tengo a ringraziare Cesare Moroni che, in un momento in cui per un autore esordiente è difficile trovare un editore, ha immediatamente creduto in ‘Reti di smeraldo’ attraverso Heimat“.

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