“Ogni volta che Santa Fiora assurge ai fasti nazionali e internazionali, ne siamo intimamente e politicamente soddisfatti. Quindi lo siamo anche per la ‘conquista’ da parte del nostro Comune della Bandiera Arancione; questo vessillo non potrà che far bene al nostro territorio”.
A dichiararlo sono Riccardo Ciaffarafà, Giacomo Albertini e Paolo Vichi, del gruppo consiliare di opposizione “Un Comune per tutti”.
“Riteniamo quindi che sia giusto dare il dovuto risalto a questo riconoscimento, anche se ci sembrano esagerate certe esternazioni, ma soprattutto la sguaiata esaltazione che ne fa Balocchi, il nostro sindaco. Questo ci ha molto insospettito perché l’amministrazione sta usando questa Bandiera per nascondere la pochezza del suo agire, il vuoto delle sue iniziative, lo spreco delle risorse, che non consentono nessuna seria rinascita del nostro territorio – spiegano i consiglieri -. Sostanzialmente, il sindaco questa Bandiera l’ha fatta diventare grande grande, esattamente 62,9 km², in altre parole l’intera superficie del Comune di Santa Fiora. E ha avvolto tutto per coprire le numerose magagne esistenti, alcune delle quali erano e rimangono clamorose”.
“Intanto, siamo andati a vedere cosa è esattamente questo riconoscimento. La Bandiera Arancione è assegnata dal Touring Club Italiano (Tci) un’antica e gloriosa società privata, oggi definita no profit, sostanzialmente un grande editore. Da qualche anno ha introdotto questo riconoscimento, che non viene assegnato sua sponte, ma solo dopo che un Comune si è iscritto, seguendo un preciso schema – continuano i tre consiglieri –. I costi sono contenuti, perché a noi risultano spesi 2.400 euro (Determinazione 33/2015) e 1.949 euro (Determinazione 18/2016), quindi con poco più di quattromila euro si è fatto tutto, anche se ogni anno ci sarà da rinnovare l’iscrizione. Il Tci però chiede che siano forniti una serie molto lunga di dati riguardanti il territorio: per nostra comodità ne abbiamo scelti alcuni…”.
“Turismo. Il Comune ha aderito a un progetto regionale, denominato Osservatorio turistico di destinazione (Otd), e la cosa interessante è che sul sito web dedicato al progetto, ci sono numerosi dati interessanti. Noi, maliziosi come siamo, ne abbiamo colto uno: ‘ …Il deludente andamento dei flussi turistici a Santa Fiora risulta ancora più evidente se confrontato con quello regionale: a fronte di una crescita media dei pernottamenti che sfiora il 20% nella regione (e nel segmento rurale lo supera abbondantemente), Santa Fiora perde invece quasi il 30% rispetto al 2000…’. Altri punti utili per le valutazioni del Tci sono la ristorazione, i prodotti tipici, il commercio, ecc. Ecco, su questo ognuno è libero di fare una propria analisi e formarsi un giudizio, che per noi è negativo – sottolineano i consiglieri -. Poi ci sono le questioni ambientali, che per meritare la Bandiera devono essere ovviamente coerenti con l’ambito riconoscimento. Affrontiamo la raccolta differenziata dei rifiuti, e lo facciamo prendendo gli ultimi dati disponibili dell’Agenzia regionale recupero rifiuti (Arrr). Ebbene, il Comune di Santa Fiora ha una raccolta differenziata del 18,67% che dopo lo spazzamento stradale sale al 20,80%. Questo dato colloca il nostro Comune, tra i 282 della Regione Toscana, al 252° posto della classifica. Che dire? Ottimo!”.
“Sempre per l’ambiente, non si può dimenticare che il Comune introita nel suo bilancio, ogni anno e per dieci anni, poco meno di 2 milioni di euro come compensazioni ambientali. Nell’accezione del termine, le compensazioni significano che all’ambiente nel suo insieme succede qualcosa, o no? Quindi, sono elargite al Comune per rifonderlo di danni all’ambiente, e sicuramente non c’è necessità di aggiungere altro – continuano i tre consiglieri –! A questo punto dovremmo parlare di opere pubbliche, ovvero quanto sono costate quelle ultimate e, soprattutto, quelle delle quali si è persa traccia, come la mega palestra. E poi parlare dello stato in cui hanno fatto ridurre il Mulino, e ancora un elenco lungo che ci siamo stancati di ripetere”.
“Concludendo: sindaco, sia più sobrio, la sua Bandiera Arancione non cancellerà niente della pochezza della sua amministrazione. Eravamo abituati alla presenza di amministrazioni che si succedevano una all’altra senza differenziarsi nel basso livello delle loro capacità – concludono i consiglieri –, ma oggi dobbiamo registrare che c’era ancora spazio per arrivare più in basso e che ai livelli di pressappochismo si sono aggiunte vette di arroganza e gestione personalistica, inusitate. Tutto questo meritava un premio. Ad maiora! (tradotto per lei: Sempre più in alto!)”.

