Home GrossetoAbusivismo, Toscana Stato scrive al sindaco: “Chiudere subito i negozi di ortofrutta”

Abusivismo, Toscana Stato scrive al sindaco: “Chiudere subito i negozi di ortofrutta”

di Redazione
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Chiediamo con questo nostro comunicato stampa al sindaco di Grosseto di agire immediatamente affinchè vengano chiusi tutti i negozi di ortofrutta egiziani presenti nel territorio del Comune di Grosseto, per le evidenti, plateali, gravissime irregolarità che queste ‘attività commerciali’, probabilmente soltanto delle ridicole coperture, mettono in atto“.

A dichiararlo è Carlo Vivarelli, di Toscana Stato, che si rivolge al sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

“Le comunico nuovamente, come già da me dichiarato in un mio esposto alla Magistratura, del quale chiederò notizie a breve, che fu il suo predecessore, tramite un davvero incredibile comunicato stampa, a dichiarare che detti esercizi ‘non pagano tutte le tasse, non rispettano gli orari di lavoro, visto che i ‘lavoratori’ dormono anche dentro i negozi, non rispettano gli standard della salubrità degli alimenti venduti, come ha certificato la Asl’ – spiega Vivarelli -. Queste sono delle dichiarazioni gravissime. Bonifazi dichiarò anche, il che è ancora più grave, che la Legge non gli dava gli strumenti per chiudere questi negozi. Il che è come dire che qualsiasi delinquente può aprire dei negozi, vendere merce dannosa alla salute e non avere timore che qualcuno, non certo lo Stato italiano, che ha evidentemente altro a cui pensare, lo faccia chiudere: una deliberata follia ed una ammissione di fallimento dello Stato italiano stesso. Adesso, signor Sindaco, è giunto il momento di dire basta per sempre alla cannibalizzazione del territorio di Grosseto da parte di questi invasori“.

“I negozi di frutta e verdura stranieri presenti nel territorio del Comune di Grosseto sono gestiti principalmente da un’organizzazione, sulla quale lo Stato italiano deve indagare e della quale deve svelare la natura. Grosseto non ha bisogno di invasioni straniere, anche se in velata salsa economica: noi toscani abbiamo le nostre produzioni di frutta e verdura da tutelare, gli stranieri tornino nei loro Paesi – continua l’esponente di Toscana Stato -. La Costituzione italiana non prevede, né ammette, il diritto all’invasione da parte di altri popoli: forse questo documento non è stato letto. Le chiedo, di nuovo, di far chiudere immediatamente questa catena di negozi di ortofrutta“.

“Un paio di giorni fa, nel negozio di via Emilia, di fronte al quale questi signori occupano lo spazio pubblico continuamente quando gli pare, senza ritegno, fregandosene altamente delle autorità italiane e delle leggi, facendo lavorare la gente quanto pare loro, occupando la sede stradale con camion e camioncini ad ogni ora che viene in mente loro, parcheggiandoli in curva o sul marciapiede, vendendo merce senza avere un frigorifero, ecc, è stato controllato uno straniero che è fuggito – prosegue Vivarelli. Non aveva documenti. Le chiedo di intervenire subito per far accertare alle autorità di polizia l’effettiva identità di tutti quelli che lavorano in tutti questi negozi e di accertare la loro eventuale connivenza con organizzazioni terroristiche o mafiose, e di pretendere che queste identità siano supportate da dati fisiometrici, non dai ridicoli documenti degli stati di provenienza di questi signori, la validità dei quali è pari allo zero“.

“In un momento di altissimo pericolo terrorismo, le persone che non possono dimostrare la loro identità devono essere arrestate ed espulse immediatamente e per sempre dal territorio dello Stato italiano, a spese delle loro ambasciate. Se lo Stato italiano non ha le Leggi per fare questo e proteggere i propri cittadini, che le metta in opera – sottolinea Vivarelli -. Il Governo italiano produce decreti come fossero coriandoli, ne faccia uno per dotare subito i sindaci di strumenti per intervenire e far chiudere questi esercizi commerciali, che ripeto, la cronaca ci dice spessissimo essere patetiche coperture per traffici di droga, armi, terroristi, clandestini. Si dimostri il contrario. Lei è anche rappresentante del Governo sul territorio, e Lei deve chiedere al Governo italiano di porre in essere questo decreto legge, a costo di porsi in conflitto con gli altri organi statali: i principi della legalità posti nella Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, che sono fonte del diritto, e non carta straccia, vengono prima di tutto, anche del Governo italiano e delle sue plateali mancanze“.

“Le chiedo inoltre di mettere in opera, visto che Lei ha nominato, e ha la nostra approvazione, un assessore alla sicurezza, una Consulta della legalità, aperta a tutta la popolazione, nella quale il popolo possa riportare fatti e circostanze a difesa della legalità stessa. Le chiedo inoltre di applicare la legge esistente sull’argomento e di organizzare di concerto alla popolazione le previste organizzazioni popolari disarmate per il capillare controllo del territorio sia in città, che nelle frazioni, che nelle campagne del Comune di Grosseto – continua Vivarelli –. Le chiedo di chiedere la convocazione del Tavolo provinciale per l’ordine e la sicurezza, per chiedere al Prefetto e a tutte le forze dell’ordine sia la messa in opera delle accennate organizzazioni popolari, che di intervenire senza indugio riguardo alle seguenti questioni: stroncare immediatamente il traffico dei lavoratori agricoli organizzati dai caporali, che da anni, alla luce del sole, organizzano questo traffico schiavistico degno di un territorio incivile senza che nessuno intervenga; eliminare definitivamente il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, i quali, se non possono dimostrare come si sostentano nel nostro Comune, devono essere da esso immediatamente espulsi; accertare il rispetto delle leggi e delle regole della tassazione e del lavoro sia dei negozi di frutta che dei lavaggisti, fenomeno a mio avviso di chiarissima natura illegale, collegato etnicamente a doppio filo a quello dei negozi di frutta e verdura“.

“Le chiedo inoltre di intervenire per far identificare, e se necessario espellere dal nostro territorio, le orde di spacciatori di merce presumibilmente di provenienza mafiosa orientale che ogni mattina sbarcano, a mio avviso del tutto indisturbati, alla stazione ferroviaria di Grosseto; stessa cosa Le chiedo per la marmaglia mafiosa che invade da decenni le nostre spiagge. Le chiedo inoltre di porre in essere controlli continuativi presso i dintorni sempre della stazione ferroviaria di Grosseto affinchè la presenza di nullafacenti di incerta origine presenti continuativamente nel luogo sia impedita: se questi signori e signore non possono dimostrare come si sostentano nel nostro Comune, devono essere espulsi, sempre ammesso che possano dimostrare la loro effettiva identità, cosa a mio avviso quasi del tutto impossibile – conclude Vivarelli -. Le ricordo inoltre che l’accattonaggio nel nostro Comune è vietato, e Le chiedo di agire affinchè questo fenomeno criminale, spesso oltre il limite dello schiavismo, spesso gestito da membri dell’etnia rom, sia stroncato definitivamente, attivando controlli continuativi in tutto il territorio comunale e impedendo con controlli continuativi che queste persone possano restare sul nostro territorio senza che possano dimostrare come essi si sostentino nel nostro territorio e su quello dello Stato italiano“.

1 commento

Fabio 6 Luglio 2016 | 12:08 - 12:08

Caro Vivarelli, lei sa meglio di me che tutte queste presenze più o meno regolari sul territorio italiano sono non solo tollerate ma addirittura favorite e sostentate dalla sinistra che governa nella nostra malconcia Italia. E purtroppo decenni di tolleranza e di sopportazione da parte dei cittadini ha portato soltanto ad un incremento esponenziale delle presenze dei suddetti nelle nostre città e nei nostri paesi. Penso che il sindaco di Grosseto abbia la volontà e forse anche i mezzi per proteggere i grossetani ma sicuramente si troverà a combattere con i benpensanti di sinistra, gli stessi che, durante le sue conferenze in campagna elettorale che ho seguito con curiosità e simpatia, sorridevano e ammiccavano alle sue esternazioni, con la loro tipica espressione di chi si sente nella ragione e ritiene di essere depositario di giustizia e verità. Continui, signor Vivarelli, a sostenere le sue idee che, mi creda, trovano molti cittadini d’accordo con lei. Con simpatia

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