“Ci risiamo. Purtroppo la coalizione di centrosinistra, o, meglio, quel che ne resta, continua a seguire una politica distante dai bisogni della gente. Un totale scollamento dalla realtà“.
A dichiararlo, in un comunicato, è Fare Grosseto.
“Se nella nuova Giunta ci sono poche donne e non vengono rispettate le quote minime imposte dalla recente normativa è cosa di un certo rilievo e che dovrà essere valutata da chi di dovere. Ma ci sono altre priorità che centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle devono affrontare. Decoro, sviluppo, cura sociale, sicurezza: è questo quel che la città chiede al municipio – continua il comunicato –. In questi primi giorni di amministrazione dobbiamo constatare che molti cittadini hanno espresso considerazioni positive verso il nuovo corso che ha dimostrato attenzione e disponibilità a trovare soluzioni alle questioni di volta in volta prospettate. Insomma, il cambio di passo c’è stato“.
“Nulla invece si è mosso a sinistra: oggi, facciamo notare, chi fa polemica per le quote rosa in Giunta proviene da un governo cittadino che, se la legge fosse stata subito valida, sarebbe stato fuori norma – spiega la nota –. È vero, la norma Del Rio ancora non era in vigore. Ma a leggere le uscite dei Consiglieri del centrosinistra pare evidente che ne facciano una questione di difesa del genere femminile a prescindere. I richiami alla storia delle donne lo dimostrano. Facciamo dunque notare che le donne nella Giunta Bonifazi erano appena due. Decenza imporrebbe, quindi, silenzio“.
“Sì, perché i cittadini chiedono la stessa considerazione riservata loro in campagna elettorale. E non le chiacchiere strumentali. Certamente cinque anni saranno lunghi da passare e le cose potranno ritornare a essere come sempre sono state – termina il comunicato -. Potrà, attorno a Vivarelli Colonna, evaporare anche la passione, l’entusiasmo. Ma chi ben inizia è già a metà dell’opera. E questo i più o meno autorevoli esponenti di quel che resta del centrosinistra dovrebbero tenerlo in considerazione. Pena il rassegnarsi a un decennio di sterile opposizione“.

