In programmazione a Grosseto da giovedì 30 giugno (The Space Cinema)
Mike Howell (Jesse Esienberg, era Mark Zuckerberg in The Social Network) è il prototipo dell’antieroe: commesso in un supermarket, impacciato ed in preda a crisi di panico, si fa di droghe e vive con l’unica in grado di capirlo ed accettarlo, la fidanzata Phoebe (Kristen Stewart, tra i protagonisti della saga Twilight), cui sta per chiedere di sposarlo.
Con un repentino cambio di registro, il film si trasforma in una spy-story, grazie all’intervento degli agenti CIA Victoria Lasseter (Connie Britton, vista nella prima stagione di American Horror Story) ed Adrian Yates (Topher Grace, l’Eric Forman di That 70’s Show), che si sfideranno riesumando un’operazione riservata del passato che vedrà protagonista proprio l’inconsapevole Mike.
Le sorprese non finiranno certo qui, i colpi di scena non mancano e c’è spazio pure per un cameo di Bill Pullman (visto in Balle Spaziali ed Indipendence Day).
Ci sono due modi di approcciare American Ultra: il primo è sicuramente quello di vederlo come un mix tra azione, spionaggio ed un pizzico di fantascienza. E giudicandolo con questi canoni classici sarà inevitabile evidenziarne le lacune, le forzature, la tecnica grossolana e talvolta l’insensatezza di dialoghi e situazioni.
Ma è leggendolo come un consapevole B-Movie che si apprezzerà veramente questo film. E allora tutto sembrerà magicamente finire al proprio posto: Mike è un personaggio che sembra uscito da un fumetto ed il fatto che ne sia autore suona come una confessione, le scene pulp e le inquadrature leziose, con tanto di uso del rallenty, sono cornice ideale ad una struttura narrativa eccessiva e compiaciuta, che sfida lo spettatore a mettersi in gioco.
Nima Nourizadeh, regista anglo-iraniano, non è nuovo agli eccessi: la sua opera prima Project X ha conosciuto severe critiche ed apprezzamenti così spiccati da paragonarlo addirittura ad Animal House.
Lo sceneggiatore, Max Landis, ha esordito con un episodio della serie TV Masters Of Horror e tale cifra emerge evidente nei contenuti di black humour presenti in tutto il film.
Quasi tutti gli attori provengono dalla televisione e si incastonano perfettamente in questa produzione che ha molto del piccolo schermo ma che strizza anche l’occhio ad un gusto retrò, guardando alla produzione delle science fiction stories di cui sono costellati gli anni Cinquanta.
Se volete mettervi alla prova, date una chance ad American Ultra. Potreste scoprire un piccolo cult movie e proprio dove meno ve l’aspettate.

