Home GrossetoBalneari, Toscana Stato: “Stabilimenti restino agli imprenditori locali”

Balneari, Toscana Stato: “Stabilimenti restino agli imprenditori locali”

di Redazione
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Nei giorni scorsi, il Senato del Parlamento italiano, assemblea eletta con una Legge elettorale dichiarata incostituzionale dall’attuale Presidente della Repubblica quando era membro della Corte Costituzionale, ha rigettato la richiesta di proroga di trent’anni delle concessioni balneari in essere“.

A dichiararlo è Carlo Vivarelli di Toscana Stato per l’indipendenza della Toscana.

“Parlamentari dell’Udc presenti nel Parlamento hanno votato questa immondizia, mentre ricordiamo che la Spagna, Paese dell’Unione Europea, ha disposto proroghe di 70 anni, così come lunghissime sono state le proroghe deliberate dal Portogallo. Chiediamo immediatamente conto all’Udc di Grosseto, presente nella coalizione che ha vinto le recenti elezioni al Comune di Grosseto, di risponderci e di schierarsi pubblicamente contro la decisione dell’Udc nazionale – continua Vivarelli -. E’ chiaro che le aziende balneari italiche, toscane e maremmane sono sotto attacco delle poche famiglie che controllano lo Stato italiano, dalla decadente e marcita Unione Europea dei banchieri, degli squali finanziari e dei burocrati nullafacenti, e degli appetiti delle multinazionali e delle aziende statunitensi, russe e mediorientali che attraverso il Ttip, il trattato di libero scambio con gli Usa, potenza che vuole annettersi l’Europa come una colonia, vogliono sottrarre le aziende a toscani e italici per regalarle di fatto a soggetti economici di oscura natura e provenienza che noi in Toscana non vogliamo far entrare, nè ora né mai“.

“Siamo contro ad ogni ipotesi di asta riguardo alle concessioni balneari e vogliamo che le aziende balneari toscane restino saldamente per Legge in mano agli imprenditori toscani, e critichiamo duramente anche i balneari per il fatto che nelle aziende balneari toscane e maremmane lavorino frotte di stranieri, fatto che consideriamo una follia e una deliberata aggressione, purtroppo legalizzata, contro i nostri lavoratori ed il loro diritto di vivere e riprodursi nel territorio che ci appartiene – spiega l’esponente di Toscana Stato. Nella provincia di Grosseto ci sono 30.000 disoccupati ed il lavoro, che a mio avviso non è solo un diritto ma un dovere, dovrebbe e dovrà essere destinato per Legge ai toscani ed alle toscane, ed agli italici. La barzelletta che i toscani non vogliono più lavorare la si vada a raccontare a qualche stupido: è in atto un attacco criminale contro i popoli nativi europei anche nel mondo del lavoro, ed invito i disoccupati e le disoccupate toscane a chiedere a gran voce alle aziende che occupano stranieri di far lavorare noi toscani“.

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