Un vero e proprio corteo di auto e bandiere ha scortato Antonfrancesco Vivarelli Colonna all’hotel Airone di Grosseto, dove il vincitore del ballottaggio ha tenuto il suo primo discorso da sindaco del capoluogo maremmano, di fronte a centinaia di simpatizzanti e cittadini protagonisti di autentici cori da stadio.
“E’ stata una grande battaglia, ci abbiamo creduto sempre e la nostra vittoria più grande è quella di essere entrati nel cuore dei cittadini – ha spiegato il neosindaco –. Da domani inizierò subito a lavorare per il bene dei grossetani. In questi mesi di campagna elettorale ho ricevuto tanto amore e adesso non vedo l’ora di contraccambiarlo amministrando la città. Noi non deluderemo i nostri cittadini e porteremo la serenità nel capoluogo maremmano“.
Infine, Vivarelli Colonna ha reso merito anche al suo sfidante al ballottaggio: “Onore a Lorenzo Mascagni, che ha combattuto anche lui una grande battaglia – ha sottolineato il sindaco -. E’ stata una campagna elettorale ricca di toni accesi, ma adesso metto via qualsiasi rancore per pensare a governare Grosseto“.





1 commento
Come avevo previsto nel commento di Vellutini del 15 Giugno , Vivarelli Colonna vince a braccia levate. Il PD, stretto in una morsa mortale fra centro-destra e M5S , e condannato all’opposizione anche in virtù di una bassa affluenza alle urne, paga dazio senza attenuanti. Da rivedere anche lo strumento delle primarie, che lascia ferite aperte e non rimarginabili in breve tempo, soprattutto quando sono aperte a tutti gli elettori e non ai soli iscritti ai partiti delle coalizioni ; strumento apparentemente democratico , usato malamente e che creando frizioni insanabili è solo il frutto di una cultura che non ci appartiene. Ma per fortuna gli elettori sono più “avanti” delle forze politiche e partititiche che sono troppo ancorate a vecchi e logori meccanismi ; l’alternanza ed il rinnovamento, a Grosseto come nel resto di Italia, rappresentano l’unica ed indispensabile carta democratica da sfruttare per ribaltare situazioni evidenti di potere logoro. Le vittorie a Roma e soprattutto a Torino del M5S ne sono l’emblema .