“Io non stringo apparentamenti con alcun partito, cerco solamente i cittadini e il mio programma elettorale si rivolge esclusivamente a loro“.
Con queste parole, Lorenzo Mascagni, candidato a sindaco per la coalizione del centrosinistra, interviene sull’ipotetico valzer delle alleanze in vista del ballottaggio di domenica 19 giugno.
“Già al termine del primo turno sono stato fin troppo chiaro – spiega il candidato – e ho sostenuto da subito che non avrei stretto alleanze perchè la politica deve avere coraggio e perchè per me conta soprattutto governare, dopo aver vinto il ballottaggio ovviamente. Proprio per questo, ho scelto una linea diametralmente opposta al mio sfidante Antonfrancesco Vivarelli Colonna e, invece di fare accordi con qualche partito o movimento, intendo illustrare il mio programma direttamente alla gente“.
Quindi, Mascagni lancia una stoccata al suo avversario: “E’ sempre successo che una commissione d’inchiesta sia affidata ad una minoranza, è la democrazia che lo impone – sottolinea l’esponente del centrosinistra –. Proprio per questo, offrire all’opposizione ciò che le spetta è irriguardoso ed è un modo per scavalcare una decisione che riguarda il Consiglio comunale. Se io diventerò sindaco, le minoranze avranno spazio e riconoscimenti senza che si scenda a compromessi prima del voto“.
“In vista del ballottaggio non vogliamo snaturare la nostra proposta politica – continua Mascagni –: non abbiamo bisogno di una persona che viene da fuori e che vuole risolvere i problemi con promesse mirabolanti, noi vogliamo governare con la partecipazione di tutti i cittadini. Proprio per questo, il mio programma si basa sul concetto di inclusione nei confronti della collettività“.
Proprio partendo dal principio della partecipazione, Mascagni illustra alcuni punti del suo programma, a cui toglie i veli a cinque giorni dal ballottaggio: “Un giorno al mese organizzerò un incontro con gli abitanti di ogni quartiere – sottolinea il candidato –, periodicamente si terrà un Consiglio comunale aperto in un quartiere della città e la Giunta incontrerà i residenti di quella zona. Inoltre, una volta all’anno lanceremo un progetto che sarà approvato attraverso una consultazione pubblica e destineremo 500mila euro ogni 12 mesi per finanziare una proposta partita dagli stessi cittadini“.
Ma le idee di Mascagni non si fermano qui: “Ci impegneremo per portare al 70% il livello della raccolta differenziata in città e collaboreremo con gli altri Comuni sul tema dei rifiuti – continua il candidato –. Rivedremo il sistema idrico ed introdurremo il baratto amministrativo, con riduzioni sulla Tari e agevolazioni sulla Tasi nei confronti dei cittadini che offriranno il loro servizio per opere di pubblica utilità. Valorizzeremo il regolamento sull’uso dei beni comuni per stimolare il protagonismo dei grossetani. Infine, sono convinto che le infrastrutture vadano potenziate per sviluppare la nostra economia. A questo proposito, penso ad una Tirrenica strutturata come un’autostrada, che però non deve essere per forza tale, senza pedaggio per i residenti“.
“Non offro poltrone – conclude Mascagni –, ma evidenzio semplicemente alcuni aspetti del mio programma che possono essere condivisi anche da chi non mi ha votato al primo turno“.

