Carlo Vivarelli, di Toscana Stato per l’indipendenza della Toscana, interviene su alcuni negozi di frutta e verdura a Grosseto:
“Nel mese di febbraio 2015 il sindaco di Grosseto emise un comunicato stampa nel quale, coraggiosamente da un lato, vergognosamente dall’altro, il primo cittadino dichiarò l’impotenza dello Stato italiano per far chiudere i negozi di frutta e verdura presenti in città, nonostante, parole del sindaco, essi non pagassero dei tributi, facessero lavorare le persone con orari irregolari dormendo anche dentro gli ‘esercizi’ stessi, e vendessero merce scadente. In breve – prosegue Carlo Vivarelli – , secondo il sindaco, e a nostro avviso non è assolutamente vero, non esiste una Legge per chiudere per più di 5 cinque giorni detti ‘esercizi commerciali’, dei quali faremmo volentieri a meno, e nonostante che essi ‘negozi’ vendano merce che la ASL ha dichiarato essere ‘scadente’ (parole del Sindaco).
Lo Stato italiano, mentre massacra di tasse e controlli gli esercizi commerciali dei toscani e degli italici, permette che un’organizzazione proveniente da un paese straniero detti legge in città ignorando regolamenti, di pagare le tasse, di vendere merce ‘non scadente’. Vorremmo sapere dal nostro profumatamente pagato sindaco, dai nostri profumatamente pagati impiegati e dirigenti ASL, dal prefetto, dal Questore, e dal Governo italiano, perché si continua senza tregua a vendere in città ‘merce scadente’ sotto il loro naso e a danno della salute della popolazione. Accuso le autorità italiane, a loro dimostrare che non è vero, di una sostanziale acquiescenza ai fatti descritti, che è tutt’ora in atto. Chiedo a tutte le autorità presenti in città di informare immediatamente e di spiegare in esteso ed in modo chiaro alla popolazione della città di Grosseto che cosa significa la locuzione ‘merce scadente’ e perché fino ad oggi è stato permesso ad un’organizzazione straniera di dubbia provenienza i cui membri non hanno a nostro avviso nessuna possibilità di dimostrare né la loro effettiva identità, né la filiera legale dei capitali con i quali aprono e chiudono nella sola città di Grosseto negozi a ripetizione.
E’ uno schifo ed una vergogna che l’ispettorato del lavoro non agisca in modo continuativo e definitivo per accertare gli orari di lavoro da piantagione di cotone del ‘700 con cui lavorano le persone impiegate in questi ‘esercizi’: evidentemente le ‘leggi’ valgono solo per toscani e italici, fatti dei quali sono diretto testimone.
Chiedo alle autorità – conclude Vivarelli – , dal sindaco al Prefetto al Questore, di intervenire immediatamente per far chiudere gli esercizi commerciali, provenienti con tutta probabilità da zone famose in italia per lo sversamento e l’occultamento di rifiuti tossici. Stesso discorso vale per gli autolavaggi nati come funghi in città, città ormai preda di un assalto di non meglio precisata ‘imprenditoria’ straniera”.

