“Una situazione che ha del paradossale quella accaduta in Consiglio regionale sulla ridefinizione degli Ambiti territoriali di caccia“.
A dichiararlo è Antonfrancesco Vivarelli Colonna, candidato a sindaco di Grosseto per la coalizione di centrodestra.
“Quasi inverosimile il modo in cui la questione è stata gestita dal parlamentino toscano, ignorando il regolamento consiliare che prevederebbe un confronto democratico e trasparente. Sarebbe stato opportuno ascoltare anche la voce delle organizzazioni venatorie per introdurre nella norma delle ulteriori disposizioni e, soprattutto, valutare in maniera non pregiudiziale tutti quegli emendamenti migliorativi proposti dalle opposizioni – spiega il candidato –. Ancora più bizzarro, inoltre, il fatto che la Regione Toscana, da sempre a guida rossa, si lamenti oggi di una mancata solidarietà delle opposizioni riguardo ad una procedura amministrativa e ad una proposta di legge d’urgenza della quale non si conosceva né l’articolato né i contenuti. Procedura d’urgenza che era conseguente all’ennesima, illegittima, normativa regionale sonoramente bocciata per incostituzionalità dalla Consulta ed ai ritardi nell’affrontare gli effetti di una sentenza già da tempo conosciuta“.
“Giacché il tema lo suggerisce, trattandosi anche di predazioni e risarcimenti agli agricoltori, mi viene alla mente la celebre favola di Fedro del lupo e dell’agnello, dove il primo, feroce e arrogante sopra una roccia, incolpava il secondo, nel prato a valle, di intorbidirgli l’acqua – sottolinea Vivarelli Colonna –. Il Pd in Consiglio regionale è quel lupo, prepotente, superficiale e irresponsabile. Il Pd dà agli altri colpe solo sue, causate dal fatto di aver commesso un grave errore giuridico approvando prima un testo di legge illegittimo; dall’inerzia, poi, di non aver corretto tempestivamente quell’errore originario; dall’incoscienza, infine, di aver impedito l’uscita del nuovo calendario venatorio e aver prodotto gravi ritardi sulla prevenzione e sui risarcimenti dei danni provocati dagli animali selvatici“.
“Chi è causa del suol mal pianga sé stesso, reciterebbe un famoso adagio. Peccato che, in questo caso, a pagare i pesanti conti siano agricoltori, cacciatori e allevatori – conclude il candidato –. Un gran bel capolavoro. In una qualsiasi azienda privata, simili errori e negligenze avrebbero comportato il licenziamento per giusta causa“.

