“Le elezioni amministrative in provincia di Grosseto dimostrano ogni volta la vitalità dell’elettorato, l’attenzione e la capacità critica. In tre casi dei cinque Comuni che sono andati al rinnovo del Consiglio e la scelta del sindaco, il giudizio sia sul lavoro svolto che sulle proposte avanzate dal Partito Democratico è stato chiaro e positivo e ringraziamo tutti gli elettori che hanno riconosciuto a Giancarlo Farnetani la capacità di governare, a Francesco Marchi le competenze per far crescere Scansano, e, infine, a Lorenzo Mascagni tutta la carica di innovazione, di competenza di cui è portatore“.
A dichiararlo è Marco Simiani, segretario provinciale del Partito democratico.
“A Roccalbegna e Orbetello, per contro, è indubbio, il giudizio critico dei cittadini sulle proposte di candidature che abbiamo sostenuto. Sapremo farne tesoro. Facciamo i nostri auguri a Massimo Galli, sindaco di Roccalbegna, e a Andrea Casamenti, sindaco di Orbetello, per il loro lavoro futuro. Avranno nel Pd un partito che saprà, nel suo ruolo di minoranza, tenere sempre conto del bene della comunità senza giudizi pregiudiziali e tantomeno ideologici – spiega Simiani -. Grosseto merita un discorso in più. Il turno elettorale non si è concluso, ci aspetta il ballottaggio e, anche per questo, sono necessarie una serie di considerazioni che alla luce dei risultati del primo turno prendano atto di quanto è successo”.
“Il Partito Democratico, nel capoluogo, esce fortemente ridimensionato, pur restando il primo partito in città. Gli elettori hanno espresso sul Pd una valutazione negativa che è stata generata dal malessere, le discussioni, le lacerazioni di cui tutti noi ci siamo resi protagonisti. Contestualmente e altrettanto chiaro, nel voto si è manifestato un giudizio fortemente e numericamente positivo su Lorenzo Mascagni che oggi ha tutti i titoli per proporsi come sindaco di Grosseto. Mascagni è stato in grado di catalizzare tante energie che la comunità sa esprimere – conclude Simiani –. La strada indicata dagli elettori è quella della discontinuità con il recente passato, della capacità di basare il governo della città sulla partecipazione e rappresentare con Mascagni un modello di politica nuovo“.

