Avevano due pistole cariche e pronte ad esplodere gli autori del tentato colpo alla gioielleria Mirolli, nel centro storico di Grosseto.
Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, i Carabinieri della Compagnia di Grosseto hanno ricostruito le fasi che hanno portato all’arresto di due persone della banda, formata da due uomini e una donna, che ieri mattina ha provato a rapinare il negozio del capoluogo maremmano: a finire in manette sono stati un 47enne e una 42enne, entrambi romani e con alle spalle altri precedenti reati per rapina. Un terzo uomo, invece, è riuscito a fuggire ed è attualmente ricercato.
I militari dell’Arma erano sulle tracce del gruppo criminale già da una decina di giorni: alcuni negozianti del centro, fra cui gli stessi titolari della gioielleria, avevano segnalato la presenza di tre persone che si aggiravano con fare sospetto, vestiti con abiti eccentrici e con un passeggino al seguito.
Inoltre, i tre banditi avevano già svolto nei giorni scorsi un sopralluogo nella gioielleria e la loro presenza era stata catturata dalle immagini del sistema di videosorveglianza del negozio. I fotogrammi erano stati poi esaminati dalle forze dell’ordine, che avevano intensificato i controlli proprio negli esercizi commerciali del centro per monitorare attentamente ogni movimento della banda.
Ieri mattina, i tre si sono ripresentati alla gioielleria Mirolli per mettere a segno il colpo: la banda aveva sempre gli stessi vestiti eccentrici, uno dei criminali aveva un cappello ed una bandana, mentre la donna stava spingendo il passeggino con lo stesso bambolotto e l’identico borsone all’interno.
Dopo aver suonato per farsi aprire, i titolari della gioielleria hanno risposto loro di tornare più tardi perchè il negozio era ancora chiuso e, nel frattempo, hanno avvisato i Carabinieri.
I militari dell’Arma sono arrivati alla gioielleria e si sono nascosti all’interno del locale, in attesa che la banda ritornasse.
Ed è stato proprio così: intorno alle 10, i tre si sono avvicinati al negozio, ma non sono entrati, scoraggiati dalla presenza di alcune persone dentro alla gioielleria.
A quel punto, sono usciti i Carabinieri, che, dopo un breve inseguimento per il corso cittadino, sono riusciti a bloccare un uomo ed una donna. Il terzo componente della banda è riuscito a fuggire dopo essersi sbarazzato di una pistola e della parrucca che indossava.
Nel passeggino, oltre al borsone in cui nascondere il bottino, sono state ritrovate alcune fascette, che sarebbero servite alla banda per immobilizzare i titolari della gioielleria.
Una seconda pistola è stata ritrovata da un passante a pochi metri di distanza dal negozio, gettata dentro una fioriera.
Le armi ritrovate, una Beretta 92 calibro 40 con 8 proiettili nel serbatoio ed uno in canna e una Makarov calibro 9×18 con 4 proiettili nel serbatoio, avevano entrambe la matricola abrasa.
Il 47enne e la 42enne sono stati arrestati con l’accusa di tentata rapina e porto di armi clandestine.
Secondo i militari dell’Arma, la banda avrebbe indossato un abbigliamento eccentrico in modo tale da essere difficilmente riconosciuta nel caso in cui fosse riuscita a cambiarsi d’abito dopo aver messo a segno la rapina.


