“Potrebbe passare inosservata, ma questa tornata di amministrative in Toscana contiene una sensazionale novità. Infatti per la prima volta,m il nostro movimento denominato ‘Toscana Stato per l’Indipendenza della Toscana’, nato nel 2014, si presenta ad una tornata elettorale amministrativa, a Grosseto“.
A dichiararlo è Emiliano Baggiani, segretario pro tempore di Toscana Stato, il movimento che candida Carlo Vivarelli a sindaco di Grosseto. Baggiani è anche candidato al Consiglio comunale di Grosseto.
“Anche se potrebbe risultare insignificante ai più la presentazione di una lista, che magari a prima vista potrebbe sembrare una delle tante, in una realtà di neanche 100.000 abitanti, è doveroso far notare che per la prima volta si presentano organizzati gli indipendentisti toscani – spiega Baggiani –. E questo dopo ben 150 anni. Infatti nel 1866 si concluse l’esperienza del movimento antiunitario toscano, capeggiato dal Granduca Ferdinando IV, e da allora la Toscana, pur avendo tutti i titoli per chiedere l’indipendenza, non ha mai avuto una forza organizzata indipendentista, pur piccola. Gli altri movimenti pseudoidentitari che esistono, o che sono esistiti, in Toscana, infatti, al massimo parlano, e con molta timidezza, di tenue autonomia o federalismo. E questo, nonostante che la stragrande maggioranza dei toscani sia perfettamente conscia della precisa identità nazionale della Toscana e di appartenere ad un’altra dimensione rispetto ai, cosiddetti, italiani“.
“Si badi bene: Toscana Stato non parla di federalismo, che si è ben visto è stato il fumo negli occhi gettato dal corrotto stato centrale romano per arginare le istanze centrifughe. Neanche parliamo di autonomismo, che sostanzialmente è un contentino. La nostra proposta politica è ben più forte, ossia vogliamo restituire l’indipendenza politica alla Toscana, i cui confini sono più o meno quelli della regione Toscana, con qualche marginale rettifica – sottolinea il segretario di Toscana Stato –. Non è un sogno impossibile : basti guardare cosa sta accadendo nella vicina Corsica, proprio davanti alle nostre coste, ove pochi mesi fa si è insediata una assemblea regionale ampiamente indipendentista. Pensiamo alla Catalogna, e alle oceaniche manifestazioni per l’indipendenza, oppure alla Scozia, che solo nominalmente non è indipendente, ma nella pratica lo è già. Pensiamo alle decine di movimenti indipendentisti forti e radicati in tutta Europa, a volte anche in territori che, in un certo senso, avrebbero molti meno argomenti di noi per essere indipendenti. Toscana Stato si basa su questa idea, tanto semplice quanto rivoluzionaria. La rivendicazione politica poggia su precise motivazioni storiche“.
“Parafrasando lo studioso Sergio Salvi, facciamo riferimento legalmente alle istituzioni che hanno creato la Nazione toscana : la cechana etrusca, la regio augustea, la provincia dioclezianea, la pars longobarda, la marchia franca e, dopo un periodo di frantumazione politica durante la gloriosa epopea comunale, la ricostruzione dell’unità tramite il Granducato, prima mediceo e poi lorenese. Nel 1859 questa storia millenaria e l’eccellente buongoverno dei Lorena, che portò all’attenzione di tutto il mondo il Granducato, venne interrotta con un colpo di stato portato avanti da poche decine di latifondisti capeggiati da Bettino Ricasoli ed eterodiretti dalla monarchia sabauda. La stessa monarchia sabauda che eseguiva i progetti egemonici di Francia, e soprattutto Inghilterra, che volevano togliere i propri nemici dal Mediterraneo, in barba a tutta la prosopopea e retorica propinataci sul cosiddetto Risorgimento (chi sia risorto, e da cosa, rimarrà un mistero insondabile: l’Italia non esisteva prima del 1860) – continua Baggiani –. Successivamente venne organizzato di fretta e furia un plebiscito farsa per dare una legittimazione al colpo di mano golpista. La consultazione fu palesemente irregolare, con le schede che arrivarono già votate dal Piemonte, e coloro che volevano votare ‘No’ erano costretti a stamparsi la scheda da se in tipografia e imbucarla in un’urna apposita. Se il popolo toscano avesse potuto decidere liberamente, mai e poi mai avrebbe rinunciato all’indipendenza, tantomeno perderla per essere annessa a uno Stato guerrafondaio, presuntuoso e ridicolo come l’Italia“.
“Dopo il 1860, l’Italia ci ha trascinato in due guerre mondiali, in imprese coloniali, negli anni di piombo, in crisi finanziarie, in attentati mafiosi, pensiamo ai Georgofili, in ultimo ci ha impelagato in una gestione totalmente scellerata dell’imponente flusso immigratorio. In oltre 150 anni di unità statale non ci sono pagine storiche di cui andare fieri, per nulla – prosegue il segretario di Toscana Stato –. In un secolo e mezzo abbiamo dovuto ingoiare troppi rospi, il tempo per noi è scaduto: l’Italia ne ha avuto fin troppo. Massimo D’Azeglio dichiarò in Parlamento, all’indomani dell’Unità, che ‘era stata fatta l’Italia ora bisogna fare gli italiani’. Progetto che è miseramente fallito perchè impossibile da conseguire, stanti le estreme differenze di carattere e di cultura delle varie popolazione all’interno dello Stato italiano. Anzi, spesse volte i toscani sono derisi all’estero in quanto sono visti come ‘italiani’, quindi accomunati agli aspetti più deteriori del Paese, ma di cui la Toscana non ha nulla a che fare : oltre al danno, pure la beffa. Pensiamo se la Toscana fosse indipendente e all’estero potessimo presentarci con tutto l’orgoglio e lo splendore della nostra storia“.
“Oggi la Toscana vive in contumacia nella regione omonima, in attesa di un suo più coerente riconoscimento come stato indipendente. I toscani sono un popolo ben definito, dotato di una propria lingua, che come sappiamo per via del suo prestigio ci è stata copiata, imbastardita e imposta a tutti gli altr), dalla storia incredibilmente illustre, capace di andare a testa alta in Europa e di non essere secondo a nessuno, vista l’importanza ideologica della Toscana nella cultura occidentale – sottolinea Baggiani –. A fronte di questa fortissima e fondata rivendicazione identitaria, noi indipendentisti toscani denunciamo l’Italia come uno Stato marcio e corrotto, inefficiente, dominato in larga parte da consorterie e criminalità organizzata. Uno Stato chem al di là della stucchevole retorica sul Belpaese, è fanalino di coda in tutte le classifiche sulla corruzione e sulla qualità della vita, spesso ‘sgomitando’ in tali elenchi in mezzo a Burkina Fasu e Nicaragua. L’Italia è di gran lunga il Paese peggiore dell’occidente. Uno Stato che ‘drena0 alla Toscana ben 8,3 miliardi di euro di residuo fiscale (fonte Cgia Mestre), ossia la differenza fra le tasse che versano i toscani e quelle effettivamente impiegate dallo Stato centrale sul territorio : una cresta insomma, e che cresta. Soldi nostri che vanno a finanziare sprechi e clientele dello stato centrale e chissà cos’altro“.
“Qualcuno fa notare che una richiesta di indipendenza sia illegale perchè contraria alla Costituzione. In realtà, l’Italia negli anni ’70 ha dovuto ratificare una risoluzione Onu circa l’autodeterminazione dei popoli e, come ha stabilito a più riprese la Cassazione, la ratifica dei trattati internazionali, legalmente, sono fonte giurisprudenziale superiore anche alla carta fondamentale. Altresì, non si confonda il nostro indipendentismo con la Lega Nord, che pur avendo ai suoi albori piantato qualche raro seme positivo, a causa dell’ignoranza imbarazzante di Bossi e la sua successiva svendita al sistema romano, ha recato solo danni alle istanze indipendentiste di tutti. Aver, per strafottente ignoranza, incluso la Toscana in un assurdo progetto di Padania, a loro insaputa riprendendo l’antico piano di Cavour, ha rallentato ulteriormente il processo indipendentista in Toscana. Dopo trent’anni di Lega lo Stato italiano è più accentrato di prima. Inoltre, l’ultima svolta lepenista della Lega Nord di Salvini ha di fatto per sempre scisso le idee indipendentiste da quello che ora non è altro che un clone del Front National francese: un partito di destra nazionalista italiano, perfettamente afferente al sistema – conclude Baggiani –. Ora, per quanto riguarda la Toscana esiste Toscana Stato, che si sta organizzando, ed è pronta a colmare un vuoto politico in Toscana che, a nostro parere, era clamoroso. Intendiamo pertanto lavorare per giungere ad un referendum che faccia esprimere il popolo toscano circa la volontà o meno di rimanere in Italia. Successivamentem si aprirà una fase costituente che metterà le basi del futuro Stato toscano. Chiediamo alla società civile toscana di aderire ai nostri ranghi, affinchè la nostra amata patria Toscana possa finalmente rialzare la testa e riprendere in mano, dopo tanto tempo, il proprio destino“.

