La contrazione dei consumi che si protrae dall’inizio della crisi sta letteralmente distruggendo il tessuto imprenditoriale del comparto del commercio e del turismo.
Per la prima volta, tutti i settori monitorati dall’Osservatorio nazionale di Confesercenti presentano saldi negativi.
La proiezione dei dati al primo trimestre 2016 ci porta a stimare, fra commercio e turismo, un saldo “shock” di oltre 20.000 imprese in meno a livello nazionale.
Preoccupa inoltre tantissimo il fatto che nel primo bimestre 2016 si registri il più basso tasso di apertura di nuove imprese.
Turn-over, esistenza in vita sempre più ridotta e nuove aperture col contagocce sono elementi di preoccupazione che devono spingerci ad ottenere provvedimenti normativi adeguati per fronteggiare queste “emergenze”.
Anche in Toscana, nel primo bimestre del 2016, si registra nel settore del commercio al dettaglio un saldo negativo di 614 imprese, che vanno a sommarsi al saldo negativo del 2015 nello stesso settore di 671 imprese, a quello del 2014 di 682 imprese, ed infine quello del 2013 di 747 imprese.
Non è diversa la situazione nel comparto della ristorazione, con un saldo negativo nel primo bimestre 2016 di 175 imprese, che va ad aggiungersi ai saldi negativi del 2015 di 173, del 2014 di 180 imprese, e del 2013 di 202 imprese.
Nel settore dei bar, il saldo negativo nel primo bimestre 2016 di 121 imprese, segue i saldi negativi di 136 imprese nel 2015, di 121 imprese nel 2014, e di 157 imprese nel 2013.
La stessa tendenza si riscontra se si considera la provincia di Grosseto, dove nel primo bimestre 2016 si sono registrati saldi negativi tra le concessionarie di auto di 3 imprese e nel commercio al dettaglio di 30 imprese (di cui 5 nel comune capoluogo). Segno meno anche nelle imprese dell’alloggio e somministrazione pari a 22 imprese, nella ristorazione pari a 18 imprese, e nei bar pari a 5 imprese (di cui 2 nel comune capoluogo). Nel settore abbigliamento e calzature, sempre nel primo bimestre del 2016 il saldo risulta negativo per 6 imprese, e ancora una perdita di imprese pari a 2 imprese nel settore ortofrutta, meno 6 nel commercio ambulante, meno 10 imprese tra gli intermediari del commercio.
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