“Maremma terra di conquista mafiosa. E’ desolante il resoconto delle varie operazioni che hanno visto la Guardia di Finanza operare in provincia di Grosseto e riportate nei giorni scorsi sulla stampa locale”.
A dichiararlo è Carlo Vivarelli, candidato a sindaco di Grosseto per Toscana Stato.
“Una massa di criminali italici e stranieri e le loro consorterie mafiose hnnoa invaso la nostra terra, trafficando in droga, contraffazione orientale, truffe e prostituzione, senza che nessuno faccia loro sostanzialmente assolutamente niente – continua Vivarelli -. Ne prendono qualcuno, con condanni lievissime, ma lo Stato italiano lascia le organizzazioni criminali libere di rimanere sul territorio a radicarsi: come per le mafie sud italiche, che adesso imperano anche qui. La stampa parla di ridicole, inaccettabili, denunce a piede libero. E’ il solito giochino dello Stato italiano: prenderne uno, per non fargli quasi niente per lasciare in piedi i traffici mafiosi e le famiglie che lo gestiscono. Noi vogliamo l’espulsione eterna, per Legge, di questa feccia“.
“Ma lo stato italiano è impegnato a regalare soldi alla Turchia islamista finanziatrice e fiancheggiatrice dell’Isis, un Paese Nato che bombarda i civili curdi inermi che lottano per il sacrosanto diritto ad avere un loro paese libero. Io vorrei sapere dov’è il sottosegretario del Governo italiano che, insultando la nostra intelligenza, nelle settimane scorse ha detto che Grosseto è una ‘città sicura’ – spiega il candidato -. Questo signore ha i piedini al caldo di Montecitorio o di Palazzo Madama, o di qualche altra stanza statale da noi profumatamente pagata. Che questo signore torni in Maremma a difendere le sconcezze che ha detto, e lo faccia pubblicamente di fronte alla popolazione, sempre che ne abbia il coraggio“.
“Intanto, il quadro che emerge dalle indagini di chi è in prima linea e rischia la vita senza Leggi adeguate è di chiara guerra civile: innumerevoli cosche mafiose che operano nel nostro territorio contro le quali le presunte Leggi dello stato italiano non fanno assolutamente niente di reale. Chiediamo la costituzione immediata all’interno dell’amministrazione comunale della Consulta della Legalità, che si occupi di tenere un elenco di tutte le persone non toscane residenti e/o domiciliate nel Comune di Grosseto – continua Vivarelli -. Chiediamo che questa Consulta, ai cui lavori possano partecipare, così come è previsto dalla Legge, tutti i cittadini residenti nel Comune di Grosseto, stili questo elenco con nomi, cognomi, indirizzi, parenti fino al decimo grado di parentela di chiunque sia coinvolto, sia stato condannato o inquisito per fatti legati alla criminalità organizzata. La popolazione di Grosseto ha il diritto alla sicurezza e alla legalità, così come sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, e la sicurezza si ottiene innanzitutto informando la popolazione riguardo a tutti coloro che la nostra popolazione non conosce e che vivono in questa terra, spesso senza fare assolutamente niente, salvo poi possedere auto di grossa cilindrata, appartamenti e ville, e magari percependo anche dei sussidi statali. Una vera e propria immonda vergogna, a mio avviso un crimine, un atto di conquista e di guerra, portato avanti nella viltà delle pubbliche amministrazioni, ma che prospera nella mancanza di leggi che realmente si propongano di distruggere con la forza il crimine“.
“Cito senza alcun timore di essere smentito i negozi di frutta e verdura gestiti da stranieri, un autolavaggio, la prostituzione, fenomeno davvero degno di una fogna del terzo mondo e non di una nazione civile, l’incredibile, enorme mercato del caporalato nelle campagne gestito da stranieri che il sindaco, il Prefetto, il Questore, evidentemente non vogliono vedere: se questi signori si degnassero di uscire dai loro comodi uffici una notte verso le cinque mi offro io di portarli a vedere cosa succede alle porte di Grosseto, dove orde di stranieri gestiti dalla feccia criminale organizzata sempre straniera e comunque non toscana vengono instradati nelle campagne – sottolinea il candidato -. E’ una situazione da vomito, è un territorio senza Legge: lo stato italiano si deve vergognare: se lo stato italiano non ce la fa a garantire la sicurezza della Maremma dichiari il suo fallimento e si faccia da parte. Ci siamo stancati di pagare le tasse per pagare gli affitti, le bollette, gli accompagnamenti e la dialisi ai parenti delle badanti straniere e a una valanga di stranieri che sono venuti letteralmente a espellere fuori noi toscani e toscane dal nostro territorio“.
“Chiediamo al sindaco di intervenire immediatamente espellendo i pregiudicati non toscani e le loro famiglie dal territorio comunale e di convocare il Tavolo provinciale per l’ordine e la sicurezza. Chiediamo al sindaco di richiedere per queste espulsioni, indispensabili per riportare un minimo di legalità e di controllo sul territorio, l’intervento dell’esercito a sostegno delle forze dell’ordine. E’ una vergogna che i soldati di stanza a Grosseto vengano inviati nelle strade di Roma, a difendere una kermesse pubblicitaria organizzata dalla teocrazia finanziaria vaticana, uno stato straniero assolutamente antidemocratico – continua Vivarelli -. Chiediamo inoltre al sindaco di sbloccare immediatamente la situazione legata alla possibilità dei cittadini di organizzarsi collettivamente in modo disarmato, vista la presenza di una Legge che lo consente a chiare lettere, affinchè ogni quartiere di Grosseto, ogni frazione, ogni distretto rurale, abbia il suo corpo organizzato di cittadini che possano, giorno e notte, sorvegliare il territorio. Chiediamo al sindaco di promuovere lui queste associazioni di cittadini, e di farlo immediatamente e senza indugio”.
“Ricordo al sindaco e alle altre autorità italiane che le mafie ufficialmente censite in Toscana sono 35: lo ha fatto nel 2014 la Commissione affari istituzionali della regione Toscana – conclude il candidato -. Invece di censire i criminali, pretendiamo che gli invasori mafiosi vengano immediatamente catturati ed espulsa dal nostro territorio, non contati su un inutile pallottoliere del crimine”.

