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Verso le amministrative: a Grosseto tutti sono in gioco

di Carlo Vellutini
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Tutti in corsa. Fino a pochi giorni fa scrivevamo che tutto ruotava attorno alle Primarie del centrosinistra che, come era prevedibile, offrono una coalizione spaccata a metà.

Prevale Lorenzo Mascagni, ma non si può non considerare il successo personale (solo contro tutti) di Paolo Borghi.

Chiaramente da questa situazione – al momento – traggono maggiori vantaggi i diretti concorrenti, in particolare il centrodestra con Antonfrancesco Vivarelli Colonna ed il Movimento Cinque Stelle.

E’ evidente che ci sarà da lavorare molto – soprattutto in casa Pd – per ricucire rapporti che si sono incrinati e che, più che politici – basta leggere i commenti sui social network – sembrano essere personali. Anche perché non è così scontato che i quasi tremila voti di Borghi si trasformino in consensi per Mascagni e questo indipendentemente dalla volontà dell’attuale vicesindaco che, in queste ore di riflessione, deve valutare anche il suo futuro politico.

C’è chi lo vorrebbe a capo di una lista civica, ma la cosa appare molto difficile per un uomo che da sempre è stato leale con il partito. Potrebbe essere recuperato in gioco, ma questo in cambio, chiaramente, di poltrone pesanti per sé e per alcuni collaboratori. Oppure potrebbe stare alla finestra, così come fece Renzi dopo le Primarie con Bersani, e vedere che cosa accadrà. A lui non resta che attendere: saranno gli altri a dover fare la prima mossa se sono interessati ad un contributo che, per far vincere nuovamente il centrosinistra a Grosseto, appare determinante.

Qui chiaramente non mancano sorrisi nel centrodestra, visto che la candidatura che era partita già molto forte di Vivarelli Colonna adesso si rafforza. E’ da pensare che una parte dell’elettorato di Borghi, non interno al Pd, possa confluire autonomamente su Vivarelli Colonna, meno sul Movimento Cinque Stelle, ancora meno sulla sinistra.

E questo potrebbe aiutare lo sfidante che sogna la riconquista della città dopo gli anni di Alessandro Antichi da parte dell’allora Casa delle Libertà. E’ evidente che a rendere la vita più complicata al centrosinistra, ed al Pd in particolare, c’è anche il fatto che gli avversari abbiano trovato l’uomo giusto nel momento giusto che può far sognare i suoi. Se questo accadesse, i risvolti per i Democratici sarebbero devastanti, tanto da dover far ripensare le scelte sull’area vasta Grosseto-Siena-Arezzo in cui si giocheranno partite – e poltrone – importanti che il centrosinistra potrebbe perdere dopo il successo del centrodestra nella città della Giostra del Saracino.

Insomma, alla fine Borghi è una risorsa cui il Pd non può rinunciare, ma lui, sicuramente, per impegnarsi vorrà delle garanzie dopo aver aiutato tutti i big nelle precedenti campagne elettorali che, poi, gli hanno girato le spalle nella corsa verso la poltrona di sindaco per la quale aveva rinunciato ad altri, importanti, incarichi. E queste non potranno arrivare certo dalla Maremma, ma direttamente da Firenze o, forse, da Roma.

Chi continua a fare la sua corsa senza essere illuminato dalla luce dei riflettori, in questa fase, forse, anche sottovalutato, è Giacomo Gori, che attende la ormai famosa certificazione di Casaleggio, per poter ufficialmente dire di essere lui, e non il Meet Up di Beppe Grillo che schiera Tania Amarugi, il vero rappresentante a Cinque Stelle.

Se da un lato è poi in corsa Carlo Vivarelli con la sua Toscana Stato, si attende di capire chi correrà per la Sinistra Unita. Ancora nomi non trapelano ma pare che al tavolo non ci sia ancora un accordo.

E poi ci saranno anche le liste civiche che fanno capo a Massimo Felicioni a dover annunciare il loro futuro, una corsa solitaria o in coalizione? Nei prossimi giorni lo sapremo.

Il punto è che con un centrosinistra spaccato (anche se parlando di unità in casa Pd sembra quasi che la si auspichi, più che esserne convinti) Antonfrancesco Vivarelli Colonna sembra aver già raggiunto un primo obiettivo, quello cioè di guidare un centrodestra che solo poche settimane fa i sondaggi davano per spacciato, probabilmente nella forza che può contare, ad oggi, sui favori del pronostico. Anche se il tempo che ci separa da giugno è lungo e può accadere di tutto.

Intanto gli “sherpa” del centrosinistra sono al lavoro per provare a compattare ed a riprendersi, almeno per ora, la leadership dei sondaggi…

1 commento

attilio regolo 7 Marzo 2016 | 13:34 - 13:34

Come sempre lucidissima l’analisi di Carlo Vellutini.Quasi scientifica. Si vede che e’ stato un mio brillante allievo all’ITI di Grosseto qualche decennio fa. E’ una battuta ovviamente, ma mica tanto!

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