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Via Senese, la denuncia di Matteo Della Negra: “Scheletri al posto dei platani”

di Redazione
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Che cosa notate in questa foto (in alto, ndr)? Io vedo degli scheletri al posto dei platani. Il giorno dopo aver protocollato in Comune la petizione per una maggiore sicurezza per gli attraversamenti pedonali di via Senese, una squadra di operatori con motosega ha ridotto in questo stato una parte dei platani della via“.

A dichiararlo è Matteo Della Negra, esponente del Meetup Amici di Beppe Grillo di Grosseto.

“Eppure, tra le proposte di intervento che i cittadini chiedevano nella petizione, vi era ‘Una verifica dell’illuminazione stradale ed una corretta e puntuale potatura del verde pubblico, nel rispetto delle piante (no capitozzature selvagge) ove esse riducano e rendano inefficaci i punti di illuminazione presenti’ – spiega Della Negra -. Se ieri è stato fatto un primo passo per migliorare lo stato d’illuminazione della strada, dato che sono stati potati alcuni rami che ostruivano la luce dei lampioni, mi chiedo se sia stato fatto nel modo migliore. E a quale prezzo?“.

“Forse al prezzo di una minore qualità della vita, se è vero che essa è determinata in parte anche dalla bellezza, o in questo caso ‘bruttezza’, del paesaggio e dell’ambiente in cui si vive. Forse al prezzo di un grave danno a questi alberi e all’ambiente, visto che è stata loro rimossa tutta la superficie fotosintetica, uno shock per la pianta, un danno irreparabile e progressivo che secondo alcuni esperti si estenderà a tutta la pianta, radici comprese, esponendo maggiormente l’albero a malattie future e portandolo ad avere rami e radici più deboli, con uno sviluppo ‘d’emergenza’ rapido, disordinato e debole – continua Della Negra. Forse al prezzo di un maggiore rischio per l’incolumità dei passanti, se è vero che asportare oltre un terzo della chioma di un’albero dà origine ad una crisi energetica per la pianta che la porterà ad avere rami e radici più deboli, con un maggiore rischio di caduta in caso di intemperie. 

Forse al prezzo di un maggiore costo in termini di denaro per i cittadini, se è vero quello che alcuni esperti sostengono, ossia che questo tipo di intervento reca il massimo danno alle piante con la massima spesa, mentre si sarebbe potuto ottenere il massimo risultato con la minima spesa. Questo perché con interventi più veloci e mirati, ad anni alterni e prevalentemente senza l’uso della motosega, si sarebbe potuto rimuovere con criterio solo una parte dei rami con particolare riguardo a quelli che interessano il cono di luce proiettato dai lampioni. Ci sarebbe stato così meno materiale da smaltire e quindi minori costi di smaltimento, meno tempo impiegato per l’operazione ed un minore trauma per la pianta, che non richiederà maggiori interventi in futuro: in pratica un maggiore risparmio per le tasche dei contribuenti grossetani“.

“Sarebbe doverosa da parte dei nostri amministratori, nei confronti dei cittadini contribuenti, fare un’analisi costi-benefici inerente il modo di condurre questa pratica di ‘cura del verde pubblico’ – conclude Della Negra -. Forse sarebbe il momento di organizzare un incontro pubblico tra assessore, dirigente e tecnici del reparto dei Lavori pubblici che cura il verde e gli esperti che sostengono un differente e più dolce modo di potare le piante, per ragionare se sia possibile procedere con una pratica diversa da quella che regala ai grossetani questi scheletri dal futuro incerto, pericoloso e costoso, invece di piante in salute che migliorano la qualità della vita del cittadino“.

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