Ho letto le parole dette a Grosseto dal sottosegretario all’Interno Bocci, riportate dalla stampa locale riguardo al tema della sicurezza, della legalità e del terrorismo. Le ho trovate davvero irresponsabili, e del tutto fuori dalla realtà. Se le soluzioni riguardo al radicamento che si registra ormai da anni delle cosche mafiose, criminali e terroristiche nel territorio maremmano sono qualche telecamera e qualche poliziotto o carabiniere in più, provvedimenti che comunque auspichiamo, non c’era necessità che l’onrevole Bocci si scomodasse per il viaggio, le aveva già suggerite il vicesindaco Borghi. Ricordo che nel 2014 la Commissione della Regione Toscana che si occupava di legalità aveva certificato che le mafie non toscane, perché in Toscana le mafie etniche interne non esistono, già da anni radicate permanentemente in Toscana (non le cosche, che sono infinitamente di più, ma i tipi di mafia) erano 35. Senza parlare delle organizzazioni terroristiche. Se lo Stato italiano vuole rendere sicuro il nostro territorio, e tutti gli altri, deve arrestare ed espellere i componenti di queste organizzazioni criminali, mafiose e terroristiche e le loro famiglie, sequestrandogli i beni ed impedendo che essi soggetti siano liberi di ritornare in eterno nelle nostre terre. Cosa attualmente del tutto impossibile, sia per il trattato di libera circolazione europea, un regalo a qualsiasi organizzazione mafiosa e terroristica e a qualsiasi famiglia di predoni, sia a causa delle attuali leggi italiane che, a detta da decenni degli stessi magistrati italiani, favoriscono sia il turismo criminale sia il radicamento all’interno della penisola italica delle cosche mafiose di tutto il mondo, come la realtà dice a gran voce, nonostante le stupide statistiche che ci vengono propinate. I discorsi che si fanno sugli “anticorpi della società” contro le mafie sono ridicoli. Lo stato italiano non dovrebbe censire le mafie, ma distruggerle, e non esiste espellere una qualsivoglia organizzazione criminale, se non la si elimina da un territorio per via familiare, così come suggerisce la vigente legislazione antimafia, la cui applicazione è rimasta un moncherino. Ribadisco le nostre proposte: l’utilizzo dell’esercito in supporto alle forze dell’ordine, così come avviene a Prato, dove la polizia in piazza del Duomo è perennemente circondata dall’esercito, l’espulsione eterna dal territorio toscano di tutti i pregiudicati non toscani per reati dal furto in su insieme ai componenti della famiglia fino al quinto grado di parentela, e l’istituzione in ogni Comune di una Consulta della legalità che raccolga tramite il sindaco, che è un pubblico ufficiale, ogni tipo di segnalazione, studio, denuncia fatta da ogni cittadino o associazione presente sul territorio, che possa essere utile all’individuazione delle famiglie criminali e delle loro attività.
Carlo Vivarelli
Candidato a sindaco Toscana Stato


1 commento
Pensavo che questo Sig. Vivarelli Carlo, candidato a Sindaco per Toscana Stato, peraltro omonimo dell’altro candidato a Sindaco di Grosseto per il CD ma che di nome fa Antonfrancesco, fosse imparentato con Raimondo Vivarelli ingegnere maremmano purtroppo deceduto l’anno scorso a 90 anni a P.S.Stefano famoso per aver sviluppato in tutta la Maremma le pompe eoliche inventate dal babbo Raimondo senior nell’ ‘800 e che hanno permesso la sopravvivenza idrica e la crescita dell’agricoltura maremmana in tutto il ‘900. Ma mi sbagliavo: nessuna parentela.