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Coldiretti: oltre 400 firme per la petizione a favore della pizza come patrimonio dell’Unesco

di Redazione
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Molte sono state le firme raccolte per l’iscrizione come patrimonio dell’Unesco dell’arte della pizza.

Coldiretti è uno dei sostenitori più convinti dell’iniziativa; per questo, l’associazione di Grosseto, con il patrocinio del Comune del capoluogo maremmano, ha organizzato una giornata dedicata alla raccolta delle firme a sostegno dell’arte della pizza, in piazza Dante, alla pizzeria “Gusti in Piazza”, per degustare la vera pizza locale a km 0.

Nel corso dell’iniziativa, tra l’altro, è stata presentata la pizza di Campagna Amica Grosseto, realizzata con prodotti a km 0 dei produttori del circuito di Campagna Amica.

Molti i presenti, tra cui il vicesindaco del Comune di Grosseto, Paolo Borghi, l’assessore comunale di Grosseto, Giancarlo Tei, il sindaco di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani, il presidente del Consorzio 6 Toscana Sud, Fabio Bellacchi, il presidente del Consiglio comunale di Grosseto, Paolo Lecci, oltre al direttore di Coldiretti Grosseto, Andrea Renna, e il neo presidente di Coldiretti Grosseto, Marco Bruni, insieme a molte altre persone.

“Adesso la campagna per la raccolta firme a sostegno dell’arte della Pizza continua – afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto – , dopo le iniziative a sostegno in Italia e nel mondo, culminate nella giornata dedicata alla pizza durante Expo. L’obiettivo è quello di raggiungere entro le festività natalizie il numero più alto possibile di firme e per questo abbiamo organizzato l’evento in cui siamo stati presenti con i nostri soci e le autorità”.

“Iscrivere quest’arte nella lista rappresentativa significa, infatti, – afferma Marco Bruni, il nuovo presidente di Coldiretti Grosseto – riconoscere il valore di una tradizione sostenibile, attenta alla naturalità che parla di materie prime legate ad un vero amore e rispetto per la terra, di ingegnosità di uomini e donne che volevano trovare modi gustosi per nutrire le proprie famiglie e la propria comunità”.

Tale candidatura risponde pienamente alle sollecitazioni dell’Unesco che, soprattutto negli ultimi anni, ha richiesto agli Stati di candidare pratiche ed elementi, esempi di sviluppo sostenibile, di integrazione e di dialogo sociale.

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