Home GrossetoAmbiente GrossetoOmbrone, Terramare lancia l’allarme: “Fiume dimenticato, rischio di alluvioni alto”

Ombrone, Terramare lancia l’allarme: “Fiume dimenticato, rischio di alluvioni alto”

di Redazione
0 commenti 74 views

Come da protocollo d’intesa stipulato con il Comune di Grosseto e la Uisp, l’associazione Terramare sta portando avanti una campagna di monitoraggio del fiume Ombrone attraverso l’ausilio di gommoni softrafting e canoe.

“Ad oggi sono stati monitorati, a partire dal 8 novembre scorso, circa 8 chilometri di fiume, compreso tra la Steccaia e il Berrettino, lungo i quali sono state rilevate situazioni molto gravi che aumentano il rischio idraulico se non affrontate con urgenza – spiega in un comunicato Terramare -. Partendo da monte in località Steccaia, poco dopo lo sbarramento artificiale, il fiume è ormai un deserto di sassi e sabbia con un rigagnolo d’acqua dal deflusso vitale ridotto ai minimi termini. Riteniamo che debba essere realizzata un’operazione di pulizia del letto del fiume con eventuale rimozione di alcune quantità di sabbia e sassi presenti in eccesso sul letto del fiume“.

Proseguendo la discesa dal gomito di fiume nei pressi del bivio per Poggio la Mozza fino a San Martino, la situazione è aggravata dalla presenza costate su entrambe le sponde di chilometri, circa 4 km, di manicotti d’irrigazione intrecciati a materiale vegetale. Questo, oltre che rappresentare un’indecenza a livello paesaggistico ed una trappola per gli animali nonchè un danno ambientale incalcolabile (i manicotti d’irrigazione sono realizzati con materiale plastico praticamente eterno), rappresenta degli ostacoli reali per il deflusso delle acque – continua il comunicato -. I manicotti, intrecciandosi tra di loro e tra le piante, vanno a costituire delle vere e proprie dighe che aumentano l’azione erosiva sulle sponde e allo stesso tempo facilitano il processo di esondazione. Tra l’altro, una delle zone più colpite da questo fenomeno si trova a due passi dall’argine“.

Da San Martino fino al Berrettino, invece, la situazione migliora, anche se a circa 200 metri a monte del Berrettino vi è la presenza di uno sbarramento naturale costituito da due pioppi maestosi, caduti da entrambe le sponde e intrecciati – termina il comunicato -. Ad oggi, tale sbarramento ostacola il deflusso dell’acqua e facilita l’intrappolamento di materiale di vario tipo, con conseguente azione di erosione sulle sponde“.

Rispetto alla pesante situazione rappresentata dai manicotti dell’irrigazione – afferma Maurizio Zaccherotti, presidente dell’associazione Terramare e coordinatore di Acquaviva Uisp – crediamo che debba essere rispettato il D.Lgs. 152/06 in materia di gestione dei rifiuti agricoli speciali. Il Decreto infatti specifica che I rifiuti agricoli, come i manicotti d’irrigazione, debbano essere raggruppati in un ambiente o locale che abbia requisiti tali da impedirne la dispersione, l’inquinamento di suolo ed acque, inconvenienti igienico-sanitari, o in generale danni a cose o a persone. Nel deposito temporaneo, i rifiuti devono essere raggruppati per tipi omogenei, quali ad esempio i rifiuti di plastica, gli imballaggi, ecc. I rifiuti devono essere poi raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o smaltimento con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito oppure quando il quantitativo di rifiuti non pericolosi in deposito raggiunga i 20 metri cubi. In ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi i 20 metri cubi l’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno“.

Alla luce di quanto sopra esposto, l’associazione Terramare ribadisce l’importanza di accelerare sulla costituzione del contratto di fiume Ombrone, dove necessariamente dovranno essere coinvolte anche le associazioni agricole e tenendo presente l’importante ruolo fino ad ora svolto dalla nostra associazione per il monitoraggio del fiume. La preoccupazione più grossa, oltre a quella di possibili altri disastri a breve, è che si proceda con l’attuazione di opere che di fatto indeboliscono ancora di più il fiume o che, nella peggiore delle ipotesi, non si faccia nulla e si lasci tutto così come è accorciando il tempo di detonazione della bomba – sottolinea Zaccherotti. Dobbiamo uscire dalla logica dell’emergenza e pianificare azioni di messa in sicurezza che non interferiscano con l’ambiente e con le varie attività legate al fiume Ombrone e suoi affluenti“.

Ora però è necessario intervenire quanto prima – prosegue Zaccherotti. Riteniamo infatti che tale situazione possa rappresentare un pericolo durante le prossime piene perchè sicuramente aumenterà la possibilità di esondazione, tenendo conto che a monte il letto del fiume poco dopo la Steccaia è colmo di sabbia perciò esonderà quasi sicuramente e a valle vi sono evidenti ostacoli che indeboliscono gli argini. Già lo scorso settembre, con un comunicato, la nostra associazione fece presente che l’Ombrone è una ‘bomba ad orologeria’. L’11 novembre scorso inviammo opportuna segnalazione al sindaco Bonifazi, che a quanto pare ha provveduto ad allertare il Consorzio Bonifica. Ad oggi però ancora permane la medesima situazione post alluvione di agosto e, considerando che prima o poi arriverà un’altra piena, il rischio idraulico è altissimo. Sarebbe opportuno sfruttare gli attuali livelli bassi d’acqua per effettuare le operazioni di pulizia e dragaggio, ma l’impressione è che si continui a lavorare in situazioni di emergenza“.

L’associazione Terramare sostiene che il fiume Ombrone (uno dei fiumi individuati dalla Regione e dal Ministero come prioritari da gestire) torni ad essere meta di frequentazione quotidiana, luogo da vivere e condividere, sfruttandone tutte le sue potenzialità.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: