“In questi giorni di campagna elettorale, camuffata dalla volontà di intervenire a favore degli interessi dei cittadini, va di moda parlare del tema ‘sicurezza’. Noi del Raggruppamento Politico Autonomo ci sentiamo in dovere di fare chiarezza e questo per quella responsabilità che sentiamo di avere nei confronti degli elettori“.
A dichiararlo è il presidente del Raggruppamento Politico Autonomo Francesco Donati.
“Prima di tutto non si può confondere il problema della sicurezza legata alla criminalità diffusa con quello del terrorismo, è necessario avere ben chiari i confini dei due problemi, solo un elemento li accomuna: la certezza della pena – continua Donati -. Va da sé dunque che il problema è legato al potere legislativo, che se agisce per il bene collettivo ottiene risultati soddisfacenti, se invece i fini del suo agire sono altri, i risultati sono quelli che abbiamo davanti agli occhi ogni giorno, con il rimpallo delle responsabilità; non ultima quella attribuita ai giudici ritenuti responsabili di non condannare. Ma il compito del giudici, è bene ricordarlo, è quello di applicare le norme che determinano la pena. Il risultato, comunque, è che non essendoci certezza della pena, si demotiva anche l’impegno ed il sacrificio delle forze dell’ordine“.
“Troppe volte – aggiunge Donati – chi ruba, scippa, aggredisce e rende impossibile la vita dei cittadini la fa franca. In merito alla questione dei clandestini, se è vero che tutti hanno diritto di richiedere asilo, occorre però che questo non rappresenti una richiesta strumentale. Questo fenomeno non si gestisce con dichiarazioni ad effetto o provvedimenti inconsistenti, ma riappropriandosi di quella capacità politica e diplomatica che è insita negli accordi bilaterali con i Paesi di provenienza e maggiori finanziamenti da immettere nell’ambito del ‘pacchetto sicurezza”‘ E’ certo però che l’ultimo intervento legislativo sulla depenalizzazione dei reati così detti minori non è un buon segnale in questo senso, non va nella direzione che auspichiamo“.
“Sul territorio locale i margini di intervento sono solo apparentemente ristretti: sanzionare sempre i comportamenti incivili, e non mostrare i muscoli solo in questa fase di campagna elettorale, potrebbe essere un primo importante segnale. Inoltre qui vale ogni tipo di strumento preventivo sia di natura tecnica che su base operativa volontaria e su base sanitaria. Il lavoro da fare – conclude il presidente – è certamente complementare a quello che prioritariamente manca per assorbire e gestire il fenomeno migratorio: se la legge è giusta e adeguata ristabilendo un corretto rapporto reato-pena, tutto ciò che è legato alla mancanza di una dimora (condizioni di povertà materiale ed esistenziale, disoccupazione prolungata, isolamento sociale, marginalità ed emarginazione) può essere disciplinato e gestito sul territorio, con la creazione di una vera e propria ‘comunità educativa’ che possa ridurre quel disagio che è spesso all’origine di una mancata soluzione al problema della sicurezza“.

