“Gianfranco Multineddu non rientrava nei parametri della società, per questo ha rassegnato le dimissioni“.
Al termine di Grosseto-San Cesareo, è lo stesso presidente Massimiliano Pincione a spiegare il motivo per cui l’ex direttore sportivo ha deciso di lasciare la società biancorossa.
“Ho sentito tante voci immotivate sul fatto che Multineddu si sia dimesso – spiega Pincione – e quindi è giusto fare chiarezza. La nostra politica è quella di fidarci di dirigenti che possono dare il loro contributo alla crescita di questa società e se non sono in grado di lavorare in questo senso è giusto che se ne vadano“.
“Multineddu è arrivato a Grosseto come consulente di mercato – sottolinea il presidente biancorosso –, dopo che Mirri mi aveva segnalato Giacomarro come allenatore. Ed è proprio il mister siciliano che ha creato questa squadra, che noi reputiamo fortissima e che è in continua crescita di rendimento. Proprio per questo, il calciomercato di dicembre ci servirà solamente per fare piccoli ritocchi all’interno di una rosa di valore. Multineddu ha portato esclusivamente 4,5 giocatori”.
Pincione, poi, allontana le voci che nelle scorse settimane parlavano della panchina di Giacomarro in bilico: “Il mister ha la nostra piena fiducia e l’ha sempre avuta, anche dopo le sconfitte di Arzachena e Rieti – evidenzia il presidente del Grifone -. Non abbiamo mai pensato di esonerarlo e sarà il nostro allenatore fino al termine del campionato, poi tireremo le somme in base ai risultati“.
Per quanto riguarda il possibile arrivo di un nuovo direttore sportivo, PIncione spiega: “Non sappiamo ancora se ne prenderemo uno. L’ultima decisione, come successo anche in passato, spetta a me. Infine, voglio anche stigmatizzare le critiche che ha ricevuto il nostro direttore generale Paolo Iapaolo, che da tempo è il mio uomo di fiducia e sta lavorando bene”.
“Voglio smentire alcune inesattezze circolate su di me – aggiunge lo stesso Iapaolo –. Si dà molto risalto al fatto che Mirri abbia fatto da tramite con Pincione per salvare il calcio a Grosseto, ma bisogna essere sinceri: Mirri fino a Ferragosto non sapeva neanche il numero di cellulare del presidente biancorosso. E’ giusto chiarire un aspetto che forse non tutti sanno: io conosco Pincione dal 2008, quando mi ha dato il mandato di acquistare una società di calcio italiana. Abbiamo sondato alcune piazze (Padova, Casale Monferrato, Mantova, Pisa, Imperia, Savona, Pro Vercelli, ndr), ma solamente a Grosseto abbiamo trovato le condizioni ideali per esportare il nostro progetto calcistico e crediamo fermamente in questo progetto”.

