“È strana la risposta della Lega Nord di Grosseto al nostro comunicato stampa del 4 novembre scorso in cui invitavamo cittadini, istituzioni e forze dell’ordine a vigilare sulle iniziative di forze minoritarie neo-fasciste su temi delicati come la sicurezza, l’immigrazione e la difesa della cultura. La Lega si è sentita chiamata in causa, chiediamo: la Lega si sente una forza neo-fascista?”.
A dichiararlo, tramite un comunicato, è la sezione di Grosseto dell’Anpi, che replica alla Lega in merito alla questione della sicurezza nel capoluogo maremmano.
“La Lega afferma che ‘il fascismo é morto e sepolto’, ma questo contrasta con l’esistenza di forze che si autodefiniscono ‘fascisti del terzo millennio’. La Lega dovrebbe conoscerle, dato che alcune volte ci si è trovata in piazza insieme, anche se non a Grosseto – continua il comunicato –. L’Anpi, come ‘ente morale’ ai sensi del proprio statuto, riconosciuto da 70 anni dalla Repubblica democratica, è garante dei valori della Costituzione, compresi quelli dell’antifascismo (alla XII disposizione finale della Carta). Chiediamo: la Lega si riconosce nel fondamento della nostra convivenza civile? Di conseguenza è una forza antifascista o no?”.
“Ci teniamo a precisare che l’Anpi non ha ‘nipoti’ da chiamare all’ordine: è una libera associazione di cittadini, che difende i valori della Costituzione, nata dalla Resistenza del popolo italiano all’occupazione nazi-fascista e dalla lotta di Liberazione partigiana. A Bologna, la Lega ha potuto parlare in piazza perché i partigiani versarono il loro sangue per permettere la libertà di parola anche a coloro che non ci credevano – termina il comunicato –. Infine, sul tema dell’immigrazione: la sicurezza può essere garantita solo da una seria politica di accoglienza e di inclusione, come ci insegna la lezione della gente di Lampedusa; anni di respingimenti dei governi,di cui anche la Lega ha fatto parte, non hanno colto alcun risultato tangibile se non lastricare di cadaveri innocenti il canale di Sicilia”.

