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Contrasto all’abusivismo commerciale e anticontraffazione a Grosseto: sequestrati 113.000 prodotti

di Redazione
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Dal mese di giugno, i Reparti della Guardia di Finanza della provincia di Grosseto, anche in coordinamento con le altre Forze di Polizia, hanno effettuato 97 interventi in materia di anticontraffazione e contrasto all’abusivismo commerciale, che hanno portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 93 persone per reati contro la fede pubblica ed a 4 verbalizzazioni ai fini amministrativi.

Sequestrati oltre 113.000 prodotti illegali (perché contraffatti, “piratati”, pericolosi o recanti falsa o fallace indicazioni di origine o provenienza), per un valore stimato di oltre 1.000.000 di euro.

Il rafforzamento dei controlli, che ha riguardato i centri urbani e le località balneari, in particolare le spiagge più frequentate, ma anche i luoghi dove alta è la concentrazione di persone sia nelle ore diurne che serali, come nel caso delle stazioni ferroviarie, dei mercati settimanali e degli spazi adiacenti ai centri commerciali, è finalizzato a contrastare anche altri fenomeni di illiceità economica e comune, in particolare lo spaccio ed il consumo di sostanze stupefacenti, in un approccio trasversale che ha come scopo quello di difendere i settori produttivi di maggior interesse, privilegiando l’azione preventiva rispetto a quella puramente repressiva, che ha come obiettivo principale quello di ricostruire e colpire alla fonte i fenomeni criminali di maggiore gravità dal punto di vista economico e sociale.

In tale contesto, di particolare rilevanza nel contrasto al fenomeno sono state due distinte e più complesse operazioni di servizio, che hanno portato le fiamme gialle oltre i confini della provincia di Grosseto dove sono stati sequestrati 70.000 pezzi “griffati” contraffatti.

In un’indagine iniziata in seguito ad un sequestro operato nella zona sud della provincia, la Tenenza di Orbetello ha sequestrato 34.000 confezioni e flaconi di profumo riportanti il nome e logo di varie marche, per un valore commerciale di circa 85.000 euro.
L’operazione, che s‘inserisce nell’ambito dell’intensificazione dei servizi estivi predisposti dal Corpo e coordinati dalla locale Prefettura su input del Ministero dell’Interno, ha preso avvio a luglio scorso a seguito di un primo sequestro di circa un centinaio di pezzi, effettuato presso un esercizio commerciale dalle fiamme gialle orbetellane.
I successivi approfondimenti investigativi, sviluppati con il coordinamento della Procura della Repubblica di Grosseto e svolti mediante l’analisi di documenti e mirati appostamenti, hanno consentito di individuare nella limitrofa provincia di Viterbo l’intera filiera di commercializzazione dei prodotti contraffatti, fino all’individuazione del deposito principale in uso al concessionario dedito allo smercio, dove è scattata la perquisizione ed il sequestro di numerosi beni con marchio contraffatto.

I profumi falsificati, ed in particolare le confezioni che li contenevano, mettevano ben in mostra il marchio contraffatto, traendo facilmente in inganno il consumatore meno esperto.

In un’altra operazione condotta dalla Compagnia di Grosseto, sono stati sequestrati circa 36.000 capi di abbigliamento ed accessori, fra foulard e portachiavi riportanti una griffe nota a livello internazionale, per un valore commerciale di oltre 230.000 euro.
L’attività è scaturita dall’individuazione di alcuni capi contraffatti esposti da un venditore ambulante sulla bancarella al mercato settimanale.
Successivi immediati approfondimenti hanno consentito di individuare una parte consistente della filiera di vendita, fino al blitz nei confronti del fornitore operante in provincia di Firenze, eseguito nello stesso giorno.

I rappresentanti legali delle società distributrici all’ingrosso dei prodotti contraffatti, nonché i due commercianti al dettaglio, sono stati denunciati alla competente Procura della Repubblica per reati contro la fede pubblica (artt. 474 e 517 del codice penale).

Proseguono le indagini dalle Fiamme Gialle per individuare altri collegamenti con le reti di vendita sin qui scoperte.

A conferma delle tendenze di questi ultimi anni, il mercato del falso sembra non conoscere crisi. I consumatori sembrano fortemente attratti dai prezzi più bassi offerti sul mercato dalla concorrenza sleale della “filiera del falso”, anche a costo di maggiori rischi sul piano della salute e dell’incolumità personale, visto che da tempo la contraffazione ha oltrepassato le frontiere dei beni di lusso ed ha invaso anche il mercato dei prodotti di uso generale, dell’agro-alimentare e dei medicinali.

È opportuno ricordare che, nell’ottica di un deciso contrasto al fenomeno della contraffazione, il decreto legge 35/2005 ha previsto una sanzione amministrativa pecuniaria anche per l’acquirente, che va da un minimo di 100 euro fino ad un massimo di 7.000 euro.

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