Grosseto è andata oltre. E questa è la più bella notizia di Grosseto-Viterbese.
La città e gli sportivi hanno dimostrato che l’era Camilli è finalmente terminata e che il cordone ombelicale con il vecchio patron è definitivamente spezzato. Lo ha fatto con quella signorilità che contraddistingue il nuovo corso della Fc Grosseto di Max Pincione.
Insomma, nella giornata più attesa, Grosseto ed i grossetani hanno vinto e, probabilmente, il vecchio patron – se ci fosse stato – avrebbe capito che cosa ha perso e che potenziale, in questi anni, non ha sfruttato.
Il nuovo corso – nato dalla mancata iscrizione di chi era convinto che in città non si potesse fare più calcio a certi livelli e che dopo di lui non ci sarebbe stato futuro se non nei campetti dei tornei regionali – della Fc Grosseto di Max Pincione e dei soci Janet Mazzullo (rappresentata per l’occasione dal figlio seduto al fianco del massimo dirigente) e di Emad Aldogaither (arrivato ad hoc da Ryad con i figli per assistere alla sfida) piace, ma, soprattutto, ha regalato alla piazza quella serenità e quella sportività che si erano quasi dimenticati.
Basti pensare che la società ha fatto accomodare Vincenzo e Luciano Camilli (ed il loro staff) nei posti che solitamente occupavano.
Ma la città ha ritrovato la voglia di divertirsi, ha riempito la tribuna e la curva dello Zecchini ed ha tifato i propri beniamini, ha sofferto con loro quando sono rimasti in inferiorità, senza lamentarsi troppo del rosso mostrato ad Ungaro (che polemica sarebbe nata in passato?), ha esultato al gol del pareggio con un boato come non si sentiva da tempo. La Curva Nord ha dato colore – e calore – alla sfida. Qualche sfottò verso i viterbesi c’è stato, ma si è limitato al fatto che al nome della storica società gialloblù sia stato aggiunto quello Castrense. Un fatto che disturba tanti supporters laziali. Ma sarebbe accaduta la stessa cosa se il Grifone in estate avesse acquisito, per fare un esempio, il titolo del Gavorrano ed avesse calcato i campi con la doppia denominazione. Molto meglio ripartire con una nuova società e con nuove ambizioni.
Il nuovo corso della Grosseto calcistica, dunque, è fatto di unità e divertimento. Max Pincione ed i suoi ci hanno messo poco a prendere il posto di chi, per 15 anni, è stato il vero padre-padrone del Grifone, e la sfida di ieri lo ha dimostrato ancora di più. Certo, quando Luciano e Vincenzo sono saliti in tribuna sono stati salutati, anche con un certo affetto, da tutti. Anche quello è giusto quando si costruiscono rapporti personali. Ha fatto magari un effetto strano Luciano Cafaro che esultava al gol della Viterbese. Però anche lì la gente lo ha notato, lo ha detto, ma nessuno ha rivolto mezza frase contro l’ex dirigente biancorosso. Così come Vincenzo Minguzzi ha seguito la gara in tribuna dal suo solito posto, cioè le scalette tra i due gabbiotti lato tribuna nord.
Insomma, il clima della Grosseto calcistica è quello che tutti abbiamo sempre sognato e che per anni ci è stato negato, dietro la giustificazione dei risultati che arrivavano. Oggi questi vengono comunque, ma la porta della sede è sempre aperta, così come lo sono praticamente sempre quelle degli allenamenti. E se un giorno vengono chiuse la società fa un comunicato in cui si scusa con i tifosi.
Grosseto dunque ha vinto e lo ha fatto contro il suo passato. E’ stato questo il modo migliore per costruire il presente e porre le basi per il futuro che, speriamo, sia di alto rango, perché non immaginiamo, se le premesse sono queste, che cosa potrebbe accadere a livello di entusiasmo raggiungendo gli obiettivi che la Grosseto Group si è prefissata per la principale squadra maremmana.

