“Il Comune non garantisce 42 posti negli asili nido privati accreditati rispetto all’anno scorso”.
La denuncia arriva da Giacomo Cerboni e Riccardo Megale, rispettivamente consiglieri comunali del Nuovo Centrodestra e della Lista Lolini.
L’accusa dei consiglieri di opposizione prende spunto da un comunicato ufficiale del Comune di Grosseto, pubblicato sul sito dell’Ente lo scorso 7 settembre, intitolato “Asili nido privati, confermati dal Comune i posti in convenzione dello scorso anno”.
“Si tratta di un titolo fuorviante – spiega Cerboni -, perché, all’interno del comunicato, c’è scritto che i posti assegnati nelle strutture accreditate ai bambini rimasti in graduatoria nelle liste di attesa per i nidi comunali sono 38, 42 in meno rispetto al precedente anno scolastico. Quindi, non c’è stata alcuna conferma dei posti, ma una sensibile diminuzione”.
Il comunicato del Comune di Grosseto spiega inoltre che questi posti sono stati assegnati “in attesa di avere nuove indicazioni dalla Regione sia rispetto al progetto Buoni scuola per i bambini delle scuole dell’infanzia comunali e private paritarie, sia rispetto all’attivazione dei Piani educativi zonali, da cui l’amministrazione comunale potrà attingere parte dei fondi necessari per l’acquisto di nuovi posti in convenzione nei nidi privati”.
“In poche parole – sottolinea Cerboni –, in attesa dei soldi della Regione, il Comune ha tagliato i posti negli asili nido convenzionati, seguendo un trend in continua diminuzione negli ultimi anni. Nel 2012-13, infatti, questi posti erano 112, nel 2013-14 sono scesi a 91 nel 2014-15 a 80, per arrivare ai 38 di questo anno scolastico”.
“Gli asili nido convenzionati sono stati informati a fine agosto che solamente 38 degli 80 bambini previsti inizialmente avrebbero frequentato quelle strutture – aggiunge Riccardo Megale –. Questa situazione ha comportato disagi alle famiglie, costrette a lasciare a casa i propri figli in attesa che la Regione metta i soldi per finanziare i posti disponibili, e alle stesse strutture, che a maggio hanno rifiutato iscrizioni per non togliere spazio ai bambini rimasti in graduatoria nelle liste di attesa dei nidi comunali”,
Ciò che più fa scalpore, però, per i due consiglieri comunali è l’atteggiamento della Regione: “Forse questo Ente ha speso troppo in campagna elettorale o per finanziare la festa della Toscana – ironizza Cerboni –, ma in questo modo crea problemi alle famiglie grossetane. Inoltre, non ha senso che il Pd locale faccia battaglie per scongiurare la vendita della scuola di Maiano Lavacchio o il Comune stesso scenda in campo per protestare contro il taglio degli uffici postali, quando nessuno poi alza un dito per tutelare i diritti di 42 bambini, ma anche delle loro famiglie, che non possono frequentare un asilo”.
“Per fare un esempio che spieghi la gravità della situazione, – continua Megale –, se anche la Regione destinasse a dicembre la cifra necessaria per coprire i 42 posti negli asili convenzionati, i bambini sarebbero comunque svantaggiati perché avrebbero un gap formativo enorme rispetto ai loro compagni, che già da settembre frequentano queste strutture”.
Infine, i due consiglieri prospettano una soluzione che, secondo loro, potrebbe risolvere il problema: “Sarebbe sufficiente che il Comune anticipasse i 67mila euro necessari per assicurare ai 42 bambini la frequenza agli asili nido – dichiarano all’unisono Megale e Cerboni -, senza continuare a ripetere che le casse dell’Ente sono in crisi. Basterebbe rinunciare ad alcuni esborsi di denaro superflui: 2500 euro per le spese di rappresentanza, 7000 euro per le consulenze del Consiglio comunale, 11931 euro per la comunicazione istituzionale, 3500 euro per la Festa della Toscana, 1000 euro per la promozione della partecipazione, 2000 euro per iniziative varie, 20mila euro per manifestazioni sportive, 15950 euro per patrocinare altre iniziative sportive, 3000 euro per manifestazioni giovanili”.
“Ecco che, risparmiando su queste voci – concludono i due consiglieri –, si troverebbe la somma necessaria per gli asili in attesa che la Regione finanzi gli asili accreditati. Il Comune ha speso 10mila euro per Grosseto Partecipa, che sembra solamente un tour elettorale in vista delle amminisrrative, finanziato con altri 30mila euro dalla Regione, però poi eroga un servizio a metà rispetto al precedente anno scolastico”.

