Una serata calda, emozionante e partecipata quella del concerto per la pineta, tenutasi a Marina di Grosseto martedì scorso. Una serata di brani lirici e di appelli per la salvezza della pineta, all’insegna dell’Enciclica sulla “Cura della casa comune”, con cui Papa Francesco esorta il mondo a una “conversione ecologica”.
Si sono susseguiti splendidi brani lirici di Puccini, Verdi, Schubert e vivaci duetti di Mozart, interpretati da Antonella Biagioni, Silvia Striato e Luana Viciani, accompagnati al pianoforte dal Maestro Matteo Andreini, e alternati alle riflessioni degli esperti.
Franco Tassi, naturalista del Centro studi comitato parchi, giornalista e direttore storico del Parco d’Abruzzo, ha messo in evidenza che risorse naturali straordinarie come quelle della costa maremmana potranno essere veramente valorizzate e conservate solo puntando sul moderno “eco-turismo”, come avviene all’estero, raccontando esperienze di successo, come quella della Cappadocia. Mentre in molte pinete litoranee italiane una serie di abbattimenti ingiustificati e di interventi ad alto impatto ambientale non solo minano il complesso ecosistema che dal litorale, attraverso la duna, arriva fino alla pineta, ma rappresentano anche un oltraggio al diritto collettivo al paesaggio. Mentre, di fronte ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico, anziché continuare a tagliare alberi sani, occorrerebbe piantarne molti altri, per fare della Maremma un gioiello capace di attrarre e incantare.
Paolo Stefanini, forestale dell’Ufficio aree protette della Provincia di Grosseto, ha illustrato come sia stata la Comunità Europea a individuare, tra gli habitat da preservare, proprio le preziose “dune fossili con Pino domestico”. tra le quali appunto la nostra, e gli ambienti della duna mobile sul mare, chiedendo anche all’Italia il rispetto di precise norme di tutela. Ed evidenziando come la pineta, che non può essere considerata soltanto un “insieme di alberi”, comprenda un habitat fondamentale: il sottobosco, con la macchia mediterranea tipica (leccio, sughera, arbusti di sclerofille), essenziale per il mantenimento dell’habitat e della biodiversità, oltre che per la rinnovazione naturale del pino.
“Si è colta l’occasione del terzo anniversario dell’incendio dei 55 ettari di pinet, per celebrarne la bellezza e il valore – afferma Antonella Biagioni, animatrice dell’evento -. Tutti, o per lo meno tantissimi cittadini e ospiti venuti da ogni parte d’Italia e d’Europa, amano profondamente la pineta. E’ una fortuna avere un ambiente verde e maestoso che adorna e arricchisce la spiaggia: un paesaggio naturale così bello e pieno di vita non si trova ovunque, va custodito, come tutto quello che è prezioso. Eppure, anziché della lunga storia e delle peculiarità naturalistiche della nostra pineta e della duna, sentiamo parlare di ‘pineta vecchia e malata’, la vediamo violentare con motoseghe, caterpillar e bulldozer, magari ingaggiando ditte pagate in conto legno.
Come si può pretendere di far credere che tutto questo non aggravi, anziché risolvere i problemi? Siamo in un ambiente ritenuto ‘prioritario’ dalla Comunità Europea, come possiamo accettare di veder sacrificare i nostri pini e il sottobosco, sotto la voce ‘valorizzazione nelle centrali a biomasse’, quasi avessimo un pioppeto artificiale o una sterpaglia da ripulire? La visione utilitaristica non guarda al futuro: è esattamente una delle piaghe dei nostri tempi, posta in evidenza dal Papa.
Progettare parcheggi perfino dentro siti protetti, fare antincendio con le ruspe, ‘banalizzare e semplificare il prezioso habitat’, sostituendolo con aree attrezzate, e in questo modo ‘sterilizzate’ e “mineralizzate’, può risolvere qualche aspetto logistico, ma non può rappresentare la gestione eco-sostenibile di un ambiente prezioso. E la cosa più grave è che così facendo si interrompe la rinnovazione naturale del pino, che dovrebbe essere una delle priorità. La pineta e la costa vanno valorizzate, occorre conoscerle, farle conoscere e rispettare, creare occasioni di contatto, scoperta e godimento della natura maremmana, che siano in armonia con l’ambiente. Vengono in mente mostre fotografiche permanenti sugli animali che qui vivono, o sulle orchidee, che spesso neppure i Marinesi conoscono.
Il professor Tassi ha dato la disponibilità a conferire preziose raccolte naturalistiche, con rari insetti endemici, che accanto ad erbari, collezioni di immagini e filmati, esposizioni di conchiglie e altri reperti potrebbero essere al tempo stesso parte di un percorso didattico per i nostri ragazzi, ma anche attrazione formidabile per i turisti, soprattutto stranieri. Ci sono importanti foto storiche, i Berti stessi ne hanno un’ampia collezione che potrebbero mettere a disposizione, e in situazioni del genere si moltiplicano mostre pittoriche, con corsi di acquerello naturalistico e seminari capaci di coinvolgere. Noi abbiamo un patrimonio incredibile: mare, litorale, pineta e zone umide retrostanti. Cosa aspettiamo a capire quale sia la strada da seguire per il bene comune e per il futuro di tutti?”
La serata è stata accompagnata dalla videoproiezione di immagini relative alla biodiversità della pineta (orchidee spontanee, uccelli e fauna protetta, farfalle e insetti endemici), all’architettura del pino e alle riprese aeree della pineta del Tombolo grossetano, con un reportage sul drammatico incendio dell’estate 2012.
Infine, il dottor Adriano Arzilli, a nome del gruppo Salviamo le Pinete, ha annunciato che il 12 settembre, alle 16, nella sala consiliare di Castiglione della Pescaia, avrà ufficialmente inizio il progetto partecipativo “Pineta bene comune”, approvato dalla Regione Toscana, alla presenza delle autorità di Grosseto e Castiglione, oltre che di accademici e esperti, al quale è invitata tutta la cittadinanza. Lo scopo del percorso sarà quello di creare un tavolo permanente di governo della pineta, che dia voce a tutti i soggetti interessati, cittadini residenti in primis.
Ha promosso l’iniziativa della serata il gruppo Salviamo le Pinete, in collaborazione con Wwf, Italia Nostra Grosseto, Centro studi ecologici appenninici, Comitato Parchi, Ufficio aree protette della Provincia di Grosseto, Gruppo ornitologico maremmano, Coordinamento gruppi ecologisti, Acu, Associazione Ofelia, con il contributo della Pro Loco di Marina di Grosseto e Principina a Mare.

