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82 miliardi di euro di fatturato annuo, circa il 4% del PIL nazionale. Il fenomeno del gioco d’azzardo ha assunto proporzioni enormi nel nostro Paese, grazie al successo riscontrato in particolare dagli apparecchi da intrattenimento (slot machine e vlt) e dalle piattaforme online dedicate al gambling. Ai numeri crescenti in termini di fatturato, si contrappongono quelli relativi ai giocatori patologici, che in Italia hanno superato la soglia del milione di unità. 3 milioni quelli a forte rischio di dipendenza su 23 milioni di italiani con il ‘vizietto’ del gioco.
La situazione in Toscana e i provvedimenti legislativi
La Toscana conta un’alta concentrazione di macchinette: la città di Massa è ribattezzata quale ‘capitale italiana dei mini-casinò”, davanti ad altre città come Prato, Lucca, Pisa e la nostra Grosseto. In crescita anche il fenomeno ludopatia: 46 mila gli adulti a rischio e 18 mila i giovani, il cui triste primato spetta alla provincia di Pistoia.
“Quello dell’azzardo è un tema che ci sta molto a cuore in Toscana” ha spiegato Enzo Brogi, primo firmatario della proposta di legge regionale del dicembre 2013. “Abbiamo assistito anche recentemente a una vera e propria escalation di aperture di nuove sale slot e scommesse, oltre al proliferare di apparecchi in bar e circoli privati. La giunta regionale ha deciso di dare seguito concreto alla legge contro le ludopatie che approvammo qualche tempo fa e ha inserito in finanziaria un articolo che aumenta l’Irap dello 0,3% per coloro che mantengono le macchine slot e la diminuisce ulteriormente per quelli che se ne liberano, con un riduzione dello 0,5%”.
Studi e ricerche universitari sul tema
L’ARS (Agenzia Regionale della Sanità) ha registrato una percentuale del 58%, riferita ai toscani che almeno una volta nella vita hanno tentato la fortuna giocando d’azzardo. Tra questi anche giovanissimi tra i 16 e i 18 anni. E’ nella provincia di Pistoia che si erano registrati i dati più allarmanti: fra le ASL toscane è quella che presenta il maggior numero di ragazzi affetti da gioco d’azzardo problematico, seguita da Massa, Grosseto e Livorno.
A dare conferma ai dati, è una recente ricerca condotta dai dipartimenti di Scienze della Salute e Scienze politiche e sociali dell’università di Firenze, che continua a rivelare il dato preoccupante riferentesi alla sfera giovanile. A livello regionale ben il 9,8% del totale del campione (studenti) ha un problema con il gioco e circa 18.200 adolescenti rischiano di diventare dipendenti da gioco d’azzardo in futuro. E ancora una volta i dati confermano la gravità della situazione a Pistoia. Lo studio che ha preso in esame un campione di 970 studenti universitari pistoiesi, di età compresa tra i 18 e i 28 anni, ha rilevato che il 9% presenta comportamenti di gioco problematico e il 6% ha sviluppato una vera patologia da gioco d’azzardo.

