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Grosseto: i sindacati scendono in piazza contro la “Buona Scuola”

di Redazione
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Si è concluso, con l’eccezione dell’Alto Adige, il blocco degli scrutini, diffuso tra il 3 giugno (scrutini anticipati) e il 14 giugno, a seconda delle regioni, con un successo straordinario che ha superato le più ottimistiche previsioni dei Cobas e degli altri organizzatori”.

A dichiararlo, Giuseppe Follino, portavoce dei Cobas di Grosseto.

Oltre centocinquantamila classi sono state bloccate, con punte plebiscitarie soprattutto alle superiori, e nel 40% degli istituti lo sciopero è stato totale, ‘a zero scrutini’ – continua Follino . In Maremma sono ‘zero scrutini’ in molte scuole: superiore Follonica, superiore Massa Marittima, Polo Bianciardi, Istituto Comprensivo 4 Grosseto, Istituto Comprensivo 1 Grosseto, Iti Grosseto, Istituto Comprensivo Albinia e l’elenco potrebbe continuare”.

Ricordiamo che il paragone tra il numero di scioperanti del 5 maggio e quello attuale non ha alcun senso, visto che per bloccare uno scrutinio è sufficiente lo sciopero di un solo docente e che in moltissime circostanze, per non sprecare soldi, un singolo insegnante ha bloccato anche cinque o sei scrutini, venendo rimborsato con le Casse di resistenza finanziate da tutti i docenti che sostenevano la lotta. Certamente, è stata di grande importanza per tali strepitosi risultati la convocazione unitaria, e senza precedenti (solo i Cobas in passato avevano convocato scioperi degli scrutini, a partire da quello oceanico, che segnò la nostra nascita e affermazione nazionale), da parte di tutte le organizzazioni, ma non va dimenticato che il 62% della categoria non è legato ad alcun sindacato – spiega il portavoce dei Cobas: dunque il successo è in primo luogo dovuto alla totale ostilità che il Ddl ‘Cattiva scuola’ e la distruttiva proposta di consegnare gli istituti a presidi padroni hanno ricevuto in tutto il popolo della scuola, a partire da docenti ed Ata”.

Constatazione che ai Cobas sembra lampante, ma che non fa recedere il Governo dal tentativo di trovare mediazioni truffaldine all’interno del Pd, malgrado gli schiaffoni elettorali e la batosta dell’’incostituzionalità’ del Ddl votato in Commissione, con emendamenti che costituirebbero una pezza peggiore del buco. Come, ad esempio, quello che obbligherebbe i presidi a cambiare sede ogni tre anni, o al massimo ogni sei, e che è un’ammissione eclatante del fatto che i presidi, una volta resi padroni stabili della scuola, diverrebbero corruttibili e controllabili solo con il trasferimento coatto – continua Follino. Ma piuttosto che introdurre il veleno e poi cercare l’antidoto, è il caso di eliminare il veleno. Insomma, il Pd e il Governo devono ritirare il Ddl: i superpoteri vanno cancellati, in quanto distruttivi della collegialità e dell’autonomia del lavoro docente e del buon funzionamento della scuola; mentre va emanato un decreto che riguardi solo l’assunzione stabile dei precari”.

Affinché questo avvenga, la mobilitazione non può conoscere pause. La Commissione cultura dovrebbe votare gli emendamenti mercoledì 17 giugno. Perciò, in tale giornata, si svolgeranno iniziative unitarie di protesta in tutta Italia. In particolare a Grosseto, con inizio alle 17, si terrà in piazza Dante un presidio con la partecipazione dei Cobas e di altri sindacati che hanno indetto lo sciopero degli scrutini, di tante Rsy, comitati e strutture studentesche e di genitori che si oppongono al nefasto Ddl e ad una scuola dominata da presidi padroni – conclude Follino -. Ci auguriamo che il Ddl venga bocciato nuovamente in Commissione: ma se dovesse arrivare in Aula per il voto finale, sembrerebbe tra il 23 e il 25 giugno, promuoveremmo giornate di mobilitazione nazionale con manifestazioni cittadine per la bocciatura del disegno di legge”.

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