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“La rana gracida”: la storia del partigiano “Gino” chiude la rassegna del Teatro Studio

di Redazione
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Domenica 29 marzo, alle 18.30, allo Spazio 72, in via Ugo Bassi 72 a Grosseto, è in programma l’ultima rappresentazione della stagione 2014/2015 del Teatro Studio.

Lo spettacolo si intitola “La rana gracida. Una storia partigiana” ed è un monologo di e con Francesco Burroni, accompagnato da Francesco Oliveto, alle tastiere, e Martina Bellesi, al violoncello.

Si tratta di una produzione di  “Aresteatro”, realizzata in collaborazione con il comitato provinciale dell’Anpi di Siena e l’Istituto storico della Resistenza senese e dell’età contemporanea “Stanze della memoria” e liberamente tratta dall’autobiografia del partigiano Renato Masi “Gino”.

La trama dello spettacolo

La rassegna si chiude con questo spettacolo, monologo di grande bellezza e grazia attoriale, che sola può scaturire dalla passione artistica, da una lunga storia di palco, ma anche da una grande passione politica e civile.

Forse un po’ troppo idealizzata, istituzionalizzata e a volte anche imbalsamata, negli anni successivi alla guerra di Liberazione la Resistenza italiana ha poi vissuto un progressivo e costante abbandono dei suoi valori e della sua memoria fino ad arrivare, negli ultimi anni, ad un deliberato e colpevole disconoscimento e a mettere addirittura sullo stesso piano colpevoli e vittime, fascisti e partigiani, creando un antistorico e ibrido parallelismo.

Ripercorrere la storia di quegli anni vuole innanzitutto ristabilire la verità storica, senza limitarsi a compiere nostalgici tuffi nel passato, per ricercare nella storia della Resistenza quei valori che sono validi ancora oggi e che sempre lo saranno: il rifiuto istintivo di ogni sopruso e di ogni dittatura, la volontà di reagire a qualsiasi tipo di violenza fisica e psicologica, la speranza di una società migliore più libera e più giusta, non solo per pochi, ma per tutti.

In questo spettacolo si racconta la storia di Renato Masi, il partigiano “Gino”, un ragazzo senese di 18 anni che in un mondo violento, dove una buona parte degli italiani aderiva entusiasticamente al regime fascista sposandone i valori e tanti altri cercavano in qualche maniera di adattarsi e adeguarsi ad un potere che voleva tutti stupidamente uguali e obbedienti, sente istintivo il bisogno di ribellarsi e di fare un rifiuto forte e deciso. Un ragazzo che ha contribuito con il suo “granello di sabbia” a liberare l’Italia dalla dittatura fascista, ma soprattutto un uomo che ha realizzato, anche a rischio della vita, la propria dignità di essere umano.

La storia inizia con l’arresto a Siena per volantinaggio per proseguire poi con il trasferimento nel carcere di Parma e la fuga sotto un bombardamento, un nuovo arresto e la liberazione a Casciano di Murlo, l’ingresso nella brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini”, la battaglia di Monticiano, la Liberazione di Siena e ancora la partenza come volontario nella Divisione Cremona per la Liberazione del nord est d’Italia.

In un periodo storico, la econda guerra mondiale, con i campi di sterminio e i suoi 56 milioni di morti, portato spesso ad esempio per dimostrare la naturale cattiveria degli uomini, questa storia ci racconta invece l’istintiva tendenza dell’essere umano a ribellarsi all’ingiustizia e alla violenza e a lottare per la libertà e la dignità di tutti.

I biglietti

Il costo del biglietto per assistere allo spettacolo è di 8 euro, mentre sarà applicato un prezzo ridotto per le famiglie.

Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 392.0686787, scrivere un’e-mail all’indirizzo teatrostudio@gmail.com o consultare il sito www.teatrostudio.it.

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