Pubblicato il: 13 Novembre 2014 alle 22:26

Cultura & SpettacoliGrosseto

Torna la rassegna del Teatro Studio: dieci spettacoli per adulti e bambini

Giunta al suo quarto anno consecutivo, riparte la rassegna del Teatro Studio di Grosseto, con la collaborazione del circolo Arci Khorakhané, che si terrà allo Spazio 72, in via Ugo Bassi 72/74 a Grosseto.

Nutrita e lunga, la stagione 2014/2015 presenta spettacoli sia per adulti che per bambini, mantenendo un tono leggero, ma mai disimpegnato.

La rassegna del Teatro Studio si propone, da sempre, come integrazione alle già numerose offerte teatrali della città, distinguendosi per la scelta di dare innanzitutto spazio a realtà artistiche professioniste locali, presentare una piccola opportunità agli studenti del proprio laboratorio, interagire ogni volta con artisti provenienti da altre realtà.

Il programma della rassegna

La prima data, fissata per domenica 16 novembre alle 18.30, è affidata all’emergente attore-autore grossetano Cosimo Postiglione, del Teatro dello Sbaglio, e al suo esilarante e intelligente lavoro “Lapsus in fabula”, già più volte rappresentato in importanti festival e rassegne.

Una mosca gourmet, una lumaca con una crisi d’identità sessuale, un virus misantropo e ipocondriaco, un pappagallo che non riesce a ripetersi… questi ed altri animali si raccontano attraverso le loro nevrosi e le proprie stramberie (…)”

Un monologo, anzi, una serie di monologhi buffi dove il linguaggio ironico si accompagna allo slang scientifico; il messaggio finale non è da ricercare nella morale tipica delle favole classiche, ma nel colpo di scena, spesso cinico e spiazzante, come accade nei sistemi naturali e nella vita di ogni uomo. La scrittura è originale, con citazioni di Alessandro Boffa, Giorgio Celli, Charles Darwin, Konrad Lorenz e Plinio il Vecchio.

Si prosegue domenica 30 novembre, alle 18, con “Le orecchie di zio Coniglio”, di e con Miguel Rosario della Compagnia di teatro di figura “Il bernoccolo” (Mosaicoarte) di Boccheggiano. Si entra così nella dimensione del teatro di figura, cui è sostanzialmente dedicata la parte che riguarda i bambini e le famiglie. Uno spettacolo di pupazzi e burattini in baracca, dedicato ai più piccoli, che prende le mosse da una storia popolare venezuelana e inizia con questa domanda: “Perché Zio Coniglio ha le orecchie così lunghe?”.

Il racconto è strutturato come molti di quelli della tradizione indigena sudamericana: si parte da una caratteristica specifica di un animale, si dice che prima non era così e si racconta quell’episodio in cui avvenne il fatto che lo trasformò per sempre nel modo in cui lo conosciamo oggi. L’avventura coinvolge flora e fauna tipica del territorio e, alla maniera di Esopo, ha al suo interno una specie di “morale”, una piccola lezione.

Domenica 14 dicembre, alle 18.30, una sferzata di brio e tanta buona tecnica canora, musicale e attoriale, con Lorenza Baudo e Paolo Batistini in “Stile libero”.

“Un baule, un chitarrista e una cantattrice…”, così si presentano i due affiatatissimi artisti maremmani, una di Follonica e uno di Valpiana, che ci portano uno spettacolo che ben si inserisce nella dimensione del teatro-canzone, ma sicuramente la contamina, la espande, la possiede a tutto tondo.

Domenica 28 dicembre, alle 18, ancora uno spettacolo di burattini per bambini, preso dalla strada, strappato al cappello e messo in una sala: “Lillo, Lalla e la Guerra”, a cura del nascente duo grossetano “Saltapalchi”, compagnia di animazione con pupazzi e burattini. Pensato per un’età compresa tra i sei e i dieci anni, mescola il divertimento alla riflessione, l’ascolto all’interazione e assicura un lieto fino, quello in cui Lillo, Lalla e i bambini sconfiggeranno Guerra.

Si riprende domenica 18 gennaio, alle 18, con “Le storie di Kalehed”, di e con Stefano Stefani, del Teatro del topo birbante, compagnia milanese ma maremmana d’adozione, per la regia di Carlos Herrero.

Uno spettacolo raccontato ai bambini affinché i grandi lo ascoltino: conoscersi, confrontarsi, raccontarsi e scoprire che la differenza è ricchezza. Unica eccezione al teatro di figura, questa storia che racconta storie, viene portata in scena con la forza attoriale del teatro di narrazione con l’ausilio di oggetti di uso quotidiano che magicamente, com’è nel gioco dei bambini, si trasformeranno in uomini e destrieri.

Domenica primo febbraio, alle 18.30, l’appuntamento è con una singolare messa in scena de “La cantatrice calva” di E.Ionesco, a cura del Laboratorio del Teatro Studio di Grosseto. Il progetto, interessante e ambizioso, è quello di ricreare esattamente la prima messa in scena di Ionesco, tale e quale all’originale, con un gruppo di attori che sono allievi-attori e il regista, Mario Fraschetti, direttore artistico del Teatro Studio, che nell’occasione reciterà insieme ai suoi studenti.

Domenica 15 febbraio, alle 18, è il giorno della magia, con “Storie d’incantesimo”, di e con Eduardo Lopes, della compagnia ferrarese Teatro del Molino. Una performance dedicata “ai bambini di tutte le età”, un’animazione di marionette a filo, senza parole, dove il gioco e la poesia sono gli ingredienti principali. Un ragazzino e il suo aquilone, un cavallo che conquista la sua libertà, una bambina che ha come amica la luna, sono solo alcune delle storie raccontate in questo spettacolo semplice e delicato, di grande capacità comunicativa, risultato di esperienze che considerano il silenzio ed il movimento linguaggi essenziali ed universali. Eduardo Lopes, artista brasiliano, attore e creatore e manipolatore di pupazzi, risiede in Italia dal 1995.

Domenica primo marzo, alle 18.30,  andrà in scena “Il seno in-cantato”, una performance di lettura e musica dal vivo, dedicata al seno femminile. Il lavoro è stato curato da Enrica Pistolesi, attrice grossetana di grande spessore, in collaborazione con i musicisti, anch’essi grossetani, Francesco Melani (clarinetto), Tommaso Imperio (chitarra), Paolo Corobbi (chitarra). All’epoca degli antichi romani il termine sinus indicava lo spazio compreso fra le due mammelle, il punto in cui veniva legata la veste e dove talora venivano conservati gli oggetti personali. Da allora il termine seno diventa evocativo delle mammelle femminili,  simbolo di femminilità, maternità, bellezza e anche strumento di  liberazione del costume. La performance è un viaggio poetico che attraversa l’adolescenza, la maternità, la maturità, la vecchiaia e la malattia, proprio parlando del seno, perché “Il seno è il petto delle donne elevato a mistero”

Domenica 15 marzo, alle 18.30, l’eclettica compagnia del Teatro Studio di Grosseto esce dal ruolo di organizzatrice e presenta la nuova produzione di teatro popolare, “Tre pezzi cento lire”, dall’ultimo lavoro di Luciana Bellini, che con la consueta arguzia e semplicità, ripercorre quel periodo cruciale della nostra storia, i primi anni cinquanta, l’avvento della plastica, degli elettrodomestici, del benessere apparente, che ha cambiato volto alla società. Ci sarà da ridere teneramente, ma non si potrà fare a meno di cogliere un’amara analisi, che ora più che mai mostra i risultati di scelte scelerate.

Domenica 29 marzo, alle 18.30, è in programma ”La rana gracida. Una storia partigiana” di e con Francesco Burroni, grande attore, scrittore, regista teatrale, eclettico artista, instancabile uomo di cultura e di teatro a tutto tondo. Sul palco anche Francesco Oliveto alle tastiere e Martina Bellesi al violoncello.

La rassegna si chiuderà con questo spettacolo, monologo di grande bellezza e grazia attoriale, che sola può scaturire dalla passione artistica, da una lunga storia di palco, ma anche da una grande passione politica e civile.

Informazioni e prenotazioni

Per informazioni, è possibile consultare il sito www.teatrostudio.it, scrivere un’e-mail all’indirizzo teatrostudio@gmail.com. Per assistere agli spettacoli, è necessaria la prenotazione al numero 392.0686787.

Il costo del biglietto per assistere allo spettacolo è di 8 euro e sono previste riduzioni per le famiglie.

Al termine di ogni rappresentazione, con il biglietto di ingresso sarà possibile usufruire di uno sconto al ristorante del circolo Khorakhanè.

Tag
Mostra di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Pulsante Torna su