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“Salviamo le pinete” promuove una petizione per la tutela della pineta del Tombolo

di Redazione
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Il gruppo “Salviamo le pinete” ha promosso da ieri una petizione popolare per la tutela della pineta del Tombolo.

La petizione

Ecco il testo integrale della petizione, che può essere scaricata anche dalla pagina Facebook del gruppo. A breve “Salviamo le pinete” comunicherà anche i luoghi in cui saranno raccolte le firme:

“Noi cittadini della comunità grossetana,

premesso che ci troviamo di fronte ad una campagna di abbattimento di moltissimi pini marittimi a causa dell’infestazione da Matsucoccus; 

constatato che vediamo che sono abbattuti moltissimi pini marittimi con le chiome verdi; che l’infestazione da Matsucoccus si riconosce essenzialmente dall’arrossamento delle chiome, come afferma lo stesso Servizio fitosanitario regionale; che i tagli hanno interessato in modo indiscriminato un numero massiccio di pini marittimi, prevalentemente in aree urbane di pineta a Marina di Grosseto e Principina a Mare;

visto che la Regione Toscana e lo stesso Comune di Grosseto hanno adottato il principio della democrazia partecipativa,

chiediamo che, ognuno nel proprio ruolo e nel reciproco rispetto, i cittadini e le istituzioni collaborino e gli esperti e i delegati delle reciproche rappresentanze esaminino e scelgano congiuntamente:

1) i pini marittimi senza segni di Matsucoccus, con chiome verdi, per di più, con tutta probabilità, resistenti all’infestazione e, quindi, assolutamente da preservare e la cui discendenza è da incrementare al massimo per la perpetuazione degli inestimabili beni albero, pineta e biodiversità;

2) i pini marittimi con chiome parzialmente arrossate, attaccati ma ancora vivi, da curare in endoterapia (costerebbe solo 16-18 euro a pianta);

3) i pini con chiome completamente arrossate o spoglie, ormai morti. Solo questi ultimi sono ovviamente da tagliare e sostituire con nuovi esemplari del genere Pinus.

Condividere un percorso partecipato e trasparente è una legittima soddisfazione per tutti, i cittadini e le istituzioni.

In questo caso, poi, l’evidenza cromatica della infestazione da Matsucoccus è talmente chiara (rosso sì, verde no) che chiunque può condividere il processo partecipativo senza bisogno di competenze fitosanitarie specifiche.

Inoltre, data l’estrema importanza della pineta del Tombolo come bene comune e unico insieme, che si estende da Castiglione della Pescaia al Parco della Maremma, chiediamo che, con immediata urgenza per il Matsucoccus e da adesso in poi – per evitare lo sconvolgimento dell’equilibrio ecologico e del paesaggio vivente delle splendide pinete maremmane, scrigno prezioso di ossigeno, salute e biodiversità, già in passato fortemente provate da incendi dolosi e alterazioni di ogni genere – per la complessiva gestione e preservazione della pineta del Tombolo, venga tutelato, nel modo più ampio, il diritto dei cittadini e delle loro associazioni e comitati alla democrazia partecipata mediante un reale processo di consultazioni e decisioni continuativamente condivise”.

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