Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Valentino Bisconti, responsabile infrastrutture e trasporti di Sel Grosseto, sull’autostrada Tirrenica:
“La notizia che la riunione convocata dal viceministro delle infrastrutture e trasporti, Riccardo Nencini, lunedì 2 dicembre presso la sede del Ministero per discutere della realizzazione della nuova autostrada tra Livorno e Civitavecchia, è terminata senza una conclusione concreta non ci lascia stupiti. Alla riunione sarebbe stato presente, oltre lo stesso viceministro Nencini, anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Insomma, gli ultimi due giapponesi che ancora si ostinano, non si sa per quali interessi, a spingere per realizzare un’autostrada che oltre a non avere più un senso è insostenibile non solo per i territori e le comunità attraversate ma, addirittura, anche per il concessionario che deve realizzarla. Tutto ciò a meno che non arrivino nuove regalie alle già numerosissime concesse, come la riduzione del costo dell’opera da 4 miliardi a 2,2 e adesso ad un solo miliardo, gli sgravi fiscali di ogni genere, la proroga della concessione e gli appalti assegnati direttamente a società controllate. Elementi, questi, alcuni dei quali già evidenziati dalla procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea.
Il fatto che l’opera è insostenibile lo dimostra appunto l’atteggiamento del direttore dei progetti infrastrutturali di Autostrade per l’Italia, Gennarino Tozzi, anch’esso presente all’incontro del 2 dicembre, che come socio capofila di Sat avrebbe chiesto più tempo per presentare il progetto definitivo del tracciato e addirittura buttato là l’ipotesi di un aumento (ancora!!) del pedaggio in tutte le autostrada italiane. In pratica, per fare un’altra autostrada privata il ‘monopolista’ Autostrade per l’Italia chiederebbe di aumentare il pedaggio ovunque. L’ennesima provocazione in un momento in cui il Paese non ha risorse per non morire affogato dalle alluvioni, in cui si chiede anche ai piccoli contadini, magari pensionati a 500 euro al mese, di pagare l’Imu sui terreni per coprire gli impegni elettorali di Renzi e Lupi, in cui si vuol mettere a pagamento una strada realizzata con soldi pubblici (la Due Mari), come da noi denunciato da mesi e oggi anche dalla Cna.
Di fronte a tutto ciò, è evidente che il buon senso deve tornare ad occuparsi della Tirrenica, la cui conclusione naturale ed economica sta semplicemente nella messa in sicurezza dei tratti più pericolosi dell’attuale Aurelia. Non vorremmo essere di nuovo profeti come già avvenuto in passato, ma la politica, finché è in tempo, fermi questo scempio e non si faccia scavalcare ancora una volta dalla magistratura, come spesso è accaduto per queste grandi, intrigate ed inutili opere”.

