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L’associazione culturale “Il frantoio – Capalbio” di Maria Concetta Monaci presenta la mostra “Episodi” con opere di Alessandra Zorzi, Enrico Baj e Gustavo Tabares.
L’esposizione sarà inaugurata sabato 12 luglio alle 19 nella sala espositiva di piazza della Provvidenza e sarà visitabile sino al 16 agosto.
Si tratta di un progetto a cura di Davide Sarchioni suddiviso in due episodi ben distinti, ma concomitanti e in reciproca relazione.
Come suggerisce il titolo stesso, anche questa mostra intende tracciare nuovi spunti di riflessione critica creando raffronti episodici e “incontri fortuiti” fra differenti percorsi, esperienze e linguaggi artistici, con l’intento di individuare connessioni inedite e spesso sorprendenti.
Il primo episodio
Il primo episodio, intitolato “Alessandra Zorzi dialoga con Enrico Baj”, è incentrato su un’ampia e variegata selezione di lavori di Alessandra Zorzi, con la presenza di una breve scelta di opere del maestro Enrico Baj, nel tentativo di sollecitare possibilità di dialogo.
Alessandra Zorzi è un’artista assai singolare del panorama contemporaneo. Nata a Treviso in una famiglia di editori, architetto, è andata sviluppando un proprio originale linguaggio legato ad un immaginario fervido ed estremamente rigoglioso di echi e suggestioni di matrice pop e surrealista: linguaggio sviluppato gradualmente attraverso un’assidua pratica artistica. La sua è una ricerca personalissima che si avvale della continua sperimentazione tecnica e formale, partendo dalla pittura, per esplorare i territori della grafica, dell’animazione digitale e le potenzialità del mezzo espressivo tecnologico. Zorzi approda così a interessanti e suggestive commistioni fra immagini e narrazioni, archetipi e simbologie in grado di descrivere con incisiva efficacia il mondo contemporaneo non senza una spiccata cinica ironia che ne mette in luce ambiguità e contraddizioni, svelando al contempo i tortuosi meccanismi che ne stanno alla base.
Anche Enrico Baj, nato a Milano nel 1924 e morto nel 2003, erede dello spirito surreal-dadaista, è stato sperimentatore di tecniche e soluzioni stilistiche inedite, realizzando collages e assemblages polimaterici, utilizzando i materiali più diversi, come stoffe, tappezzerie e fodere di materassi, medaglie e frammenti metallici, specchi e vetri colorati, con spirito dissacrante e dalle sottili implicazioni politiche.
In mostra alcuni degli “Arazzi” di Zorzi, realizzati a stampa digitale su pvc, oli su tela, dipinti dalla serie “Organici”, carte e una video animazione digitale, con incursioni di sculture-assemblage, opere grafiche e collages di Baj.
Il secondo episodio
Il secondo episodio riguarda una scelta di lavori dell’artista uruguaiano Gustavo Tabares, nato nel 1968, che fino ad oggi ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, quali il Paul Cezanne Award nel 1992. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Uruguay e all’estero. Nel 2013 è stato invitato alla X Biennale di Salto, in Uruguay.
Tabares non può essere semplicemente classificato come pittore o scultore, poiché il suo linguaggio spazia dalla pittura al collage, dall’installazione alla scultura ed alla performance. Parteciperà nel 2015 alla prossima Biennale d’Arte di Venezia in un progetto collettivo che vedrà coinvolti artisti latinoamericani curato Alfons Hug.
In mostra sono presenti dipinti su tela di varie dimensioni e una serie di carte, alcune delle quali realizzate sovrascrivendo pagine di riviste degli anni ’30 e ’40 con esiti di velata ironia e intenti contestatori.
Orari di apertura
L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 19 alle 23, o su appuntamento, contattando il numero 335.7504436 o scrivendo un’e-mail all’indirizzo mc.monaci@gmail.com.
Per informazioni, è possibile consultare il sito www.franotiocapalbio.com.

