“Grosseto: alla scoperta della città e delle frazioni storiche” è la nuova guida sul capoluogo maremmano presentata questa mattina nella Sala delle Statue, al Museo Archeologico di Grosseto.
Il volume curato da Maria Grazia Celuzza e Francesca Colmay, rappresenta un compendio del libro “Grosseto visibile”, approfondito e ampiamente illustrato, che era stato presentato l’anno scorso e che, come questa guida, conduce in un viaggio tra gli edifici storici pubblici del centro urbano e delle frazioni del territorio comunale.
“Turisti e residenti hanno un’altra opportunità – ha commentato il sindaco Bonifazi – che li avvicina ulteriormente all’arte pubblica di Grosseto; una vera e propria pubblicazione di facile consultazione che sintetizza quanto già pubblicato ma con lo stesso rigore della ricerca originaria. Perché il rispetto dell’ambiente che ci circonda – ha concluso – nasce proprio dalla possibilità di vivere la città a partire dalla possibilità di conoscerla, nella consapevolezza di cosa realmente offre”.
Il precedente volume rappresenta già il primo testo unico che cataloga accuratamente le opere d’arte e gli edifici di interesse pubblico di questa città e delle sue frazioni. Questa guida, invece, si integra alla perfezione con l’avanzata tencologia dei Qr code del progetto “Grosseto 2.0”, grazie alla contemporanea estensione del Wi fi gratuito in varie parti della città.
“Se vogliamo affrontare le difficoltà – ha aggiunto l’assessore alla Cultura, Giovanna Stellini – dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo: dalle Mura, alle Casette cinquecentesche, al Maiano, alle troniere ma anche lo stesso Museo Archeologico ed il Parco della Maremma. Questo interesse che c’è sul centro storico, con le relative polemiche, io lo leggo in termini positivi perché dimostra coinvolgimento da parte dei cittadini”.
“Una guida nasce dalla forte voglia di conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico- culturale – ha aggiunto l’editore Mauro Papalini-. Mentre un tempo la guida nasceva per i grandi viaggiatori e le visite pastorali, oggi serve anche a valorizzare i tesori non abbastanza valorizzati e Grosseto ne ha più di quanti si immagini. C’è una crescente richiesta di turismo culturale e la guida in questo senso ci può essere di grande utilità”.
“La guida serve anche – ha puntualizzato il direttore del Cedav, Mauro Papa– a conservare anche la memoria di opere che non esisteranno più in futuro, come ad esempio l’opera di Blu ‘World wide trap’ alla Cittadella dello studente.
Di guide ce ne sono tante– ha proseguito Mauro Papa- , ma questa è legata ad un progetto di più ampio respiro, quale la Città Visibile”.
All’incontro erano presenti anche una delle curatrici, Francesca Colmay e Don Franco Cencioni, preposto al Capitolo della Cattedrale.


