Le considerazioni del presidente della Provincia Leonardo Marras in merito alla trascrizione dell’atto di matrimonio dei coniugi gay:
«Le battaglie perse sono prima di tutto quelle a cui si rinuncia. Quello che hanno ottenuto Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci, è in questo senso una battaglia personale che restituisce dignità a tante persone omosessuali e anche allo Stato italiano.
Tuttavia sarebbe miope limitarsi a una celebrazione encomiastica della coraggiosa sentenza emessa dal tribunale di Grosseto sull’istanza evidentemente ben argomentata dall’avvocato Boccini. A ben guardare questa vicenda, infatti, c’è da stupirsi del fatto che nel nostro Paese si arrivi al riconoscimento formale di diritti civili e individuali solo per via giudiziaria. La giornata di ieri, sotto questo profilo, è da incorniciare, poiché oltre alla sentenza che obbliga il Comune di Grosseto a trascrivere nei registri di stato civile l’atto di matrimonio di Chigiotti e Bucci, la Corte costituzionale ha definitivamente smantellato quel che rimaneva della Legge 40 che impediva la fecondazione eterologa.
La riflessione amara che faccio, è che la nostra Costituzione assegna già ai cittadini certi diritti, e che questi vengono sanciti formalmente dopo lunghissime battaglie giudiziarie individuali solo perché la “politica”, intesa in senso lato, non ha né la forza né la lungimiranza di riconoscerli. Un’omissione che già altre volte le sentenze della magistratura si sono fatte carico di evidenziare. Ricordo, solo per dirne una, quel che è successo con la vicenda di Eluana Englaro.
Concludo esprimendo un auspicio. Il nostro Paese sta cominciando a cambiare verso. Forse modificando nel profondo i propri connotati. Mi auguro sinceramente che la politica colga l’attimo, e che sia l’ultima volta che i diritti civili si affermano per via giudiziaria».

