Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato di Rita De Lilla e Giuseppe Corlito, rispettivamente medico e psichiatra alcologo dell’Acat, il Club aloologico territoriale:
“Nella nostra città esiste, da tempo, una rete di Club alcologici territoriali (Acat) formati da famiglie e servitori insegnanti (facilitatori formati e continuamente aggiornati).
I Club sono 18 distribuiti nei vari quartieri, periferia inclusa, con una percentuale di un Club ogni 5000 residenti. Qui le famiglie con problemi alcol-correlati e complessi, unitamente con i servitori insegnanti, si impegnano a fare un percorso del tutto gratuito, fruibile nell’immediato, dove la solitudine, l’omertà, la vergogna e la conseguente emarginazione lasciano il posto alla dignità della persona, alla comprensione, al sostegno reciproco, facendo leva sul valore esperienziale delle famiglie che quel percorso di dolore e solitudine lo hanno già fatto (Metodo Hudolin). Il riscoprire la dimensione umana e il senso della vita è il valore aggiunto del Club, a cui si somma la reciprocità e la sussidiarietà: reale, vera e fattiva, non vuota apparenza cristallizzata in sigle asfittiche, titoli e cariche professionali.
In particolare, a Grosseto esiste un problema reale fra giovani ed alcol, non ultimo l’episodio del tredicenne e ancor prima il caso della ragazza in coma etilico, espressioni di un disagio sociale grave e persistente, in cui spesso è complice la collettività che li relega a svolgere un ruolo marginale e privo di credibilità. Nel Club invece loro sono una grande risorsa perché con quel bagliore e quella luce, che solo i loro occhi sprigionano, fatto di sogni, di futuro, di speranza, di sfrontato coraggio, di semplice e serena razionalità ….. ci contagiano e stimolano positivamente.
L’adolescente con problemi alcol correlati che minaccia di uccidersi è un caso complesso dove giocano più fattori che sicuramente necessita di interventi multipli, ma non può e non deve diventare un pesante, fastidioso fardello per la collettività giustificato da ipocrite riflessioni: la scuola dov’è? Le istituzioni dove sono? La famiglia che fa ? …. si sa è un extracomunitario!!! Ma se è vero che è un caso particolare noi siamo comunque responsabili perché noi siamo la scuola, noi siamo le istituzioni e noi siamo la….. sua famiglia”.
La sede di Grosseto dell’Acat è presso il Centro di documentazione degli stili di vita, in via Inghilterra 45 (tel.0564.4551126, e-mail acatgrosseto@virgilio.it, coordinatore Acat Nord N. Carosi, coordinatore Acat Sud G. Sammaritano).

